Italia: prende piede legge per aumentare poteri piccoli azionisti

15 Maggio 2017, di Daniele Chicca

 

È sbagliato percepire le aziende come realtà economico finanziarie esclusivamente votate al profitto. Sollecitata dall’Ue l’Italia ha l’occasione di diventare la “punta d’ariete” delle iniziative che diano maggiore potere decisionale ai piccoli azionisti. Tutto dipenderà dal successo che incontrerà in Parlamento la proposta di legge riguardante la promozione dell’azionariato diffuso, un disegno legislativo che sarà discusso in Commissione verosimilmente entro il mese prossimo.

Assonline, associazione degli azionisti dipendenti del Gruppo Italiaonline, e Asati, associazione degli azionisti Telecom Italia, sostengono con convinzione e decisione questa iniziativa alla Camera (n. 4150 del 2016), alla luce della necessità che l’Italia si doti degli strumenti normativi per dare riconoscimento all’azionariato cosiddetto diffuso e istituzionalizzarne il ruolo attivo nella governance delle società quotate in borsa e operanti in settori di pubblica utilità.

Anche altre associazioni di azionariato presenti in Italia condividono la posizione di Assonline e di Asati. Le associazioni degli azionisti dipendenti di Italiaonline e di Telecom Italia sostengono con forza la proposta di legge alla Camera n. 4150 del 2016 riguardante la promozione dell’azionariato diffuso presentata da Marco Miccoli e da altri otto deputati.

Secondo i vertici di Assonline e di Asati l’Italia, accogliendo gli stimoli anche da parte dell’Unione Europea, deve promuovere e “farsi “punta d’ariete” per la rappresentatività dei piccoli azionisti all’interno degli organi decisionali delle aziende quotate in Borsa”.

Assonline e Asati condividono l’impostazione strategica di questa proposta di legge, che punta in particolar modo a:

  1. garantire ai piccoli azionisti, anche dipendenti, presenza e rappresentanza negli organi sociali;
  2. facilitare l’esercizio dei diritti sociali non patrimoniali;
  3. assicurare il riconoscimento e il rafforzamento dell’associazionismo come strumento primario per gli azionisti al dettaglio.

“Riteniamo antistorica, oltre che riduttiva“, dichiarano in una nota Franca Tosco (Presidente di Assonoline) e Francesca Corneli (Vice Presidente di Asati), “la visione di chi ancora vede le aziende, soprattutto quelle grandi, come mere realtà economico-finanziarie esclusivamente votate al profitto. Crediamo al contrario che le società per azioni possano ricoprire un ruolo più ampio stante l’impatto che hanno nel contesto della nostra società. Siamo profondamente convinti della necessità di dotarsi di tutti gli strumenti, compresi quelli normativi, per ridurre lo iato tra l’Italia e altri mercati – Germania, Francia e Stati Uniti in primis – nei quali la rappresentanza dell’azionariato diffuso nei consigli di amministrazione è fatto ormai pacifico e culturalmente accettato”.

La proposta di legge – depositata a novembre 2016 e a metà dicembre assegnata, in sede referente congiunta, alle Commissioni Giustizia e Finanze della Camera – è stata presentata su iniziativa dei deputati Marco Miccoli, Paola Bragantini, Anna Maria Carloni, Floriana Casellato, Giuseppe Guerini, Michele Mognato, Michele Ragosta, Ludovico Vico e Diego Zardini.

Nell’attuale assetto di governance gli azionisti al dettaglio – ossia quella parte di investitori privati che, attraverso piccole partecipazioni (fino allo 0,1% del capitale sociale), destinano i propri risparmi all’investimento azionario e li gestiscono direttamente, senza ricorrere a investitori istituzionali – risultano esclusi dai consigli di amministrazione.

Le associazioni di azionariato diffuso di Italiaonline e di Telecom Italia ritengono che la promozione dell’azionariato diffuso e la sua rappresentanza all’interno degli organi decisionali delle aziende possano segnare un momento di progresso per l’intero sistema-paese.