Italia piace sempre meno agli investitori esteri, troppa instabilità politica e burocrazia

14 Giugno 2017, di Mariangela Tessa

L’Italia è sempre meno attraente agli occhi degli stranieri. Troppa burocrazia, complessità fiscale e instabilità politica allontanano gli investimenti esteri. Lo dimostra l’andamento dell’Aibe index, realizzato dal Censis per l’Associazione italiana della banche estere, che nell’ultimo anno ha segnato un calo di circa 7 punti, passando da un valore di 47,8 registrato l’anno scorso a 40,3 lungo.

L’indice, elaborato raccogliendo le opinioni di un panel composto da figure ai vertici di imprese multinazionali, banche e istituzioni finanziarie estere presenti in Italia e da corrispondenti di grandi testate giornalistiche straniere, evidenzia dunque un anno particolarmente deludente sotto il profilo dell’attrattività. I fattori che allontanao gli investimenti esteri sono sempre gli stessi: burocrazia, incertezza politica e fisco.

Come rileva la Stampa:

In una scala da 1 a 10 (dove con 10 si intende il livello maggiore di attrattività), con un punteggio di 7,3 Cina e Germania si collocano in cima alla graduatoria di attrattività, seguiti da Stati Uniti (7,0) e India (6,5). Nella parte centrale della classifica si posizionano Gran Bretagna (6,0), Francia (5,9) e Spagna (5,7), mentre la parte bassa è occupata da Brasile (5,1) e Russia (4,8). L’Italia occupa l’ultima posizione con un valore pari a 4,5.

Tra i principali fattori che stimolano gli investimenti esteri si colloca al primo posto la stabilità politica, seduta dal carico fiscale, i tempi delle giustizia civile e il carico normativo e burocratico. Tutti elementi in cui l’Italia non brilla.

Di contro l’Italia viene considerata attrattiva in primo luogo per la qualità delle sue risorse umane. Costo del lavoro, infrastrutture e logistica sono gli altri aspetti considerati positivi.