Italia ko, attività imprese servizi a minimi in tre anni

4 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Recessione peggiore del previsto anche sul settore dei servizi nell’area euro. I dati definitivi dell’indice dei responsabili degli approvvigionamenti hanno riservato nuovi sviluppi deludenti: oggi il quadro si è completato con le imprese del terziario, sulle quali il Purchasing managers index (Pmi) ha accusato una cospicua flessione ad aprile, a 46,9 punti dai 49,2 punti di marzo.

Il dato, riferito dalla società di ricerche Markit Economics è nettamente peggiore dei 47,9 punti indicati nella stima preliminare, così come delle attese degli analisti che prevedevano una conferma. I 50 punti sono la soglia tra crescita e contrazione dell’attività, e l’indice Pmi composito tra industria e servizi di aprile ha segnato una contrazione a 46,7 punti, dai 49,1 di marzo.

La tendenza all’indebolimento ha coinvolto quasi tutti i paesi dell’area valutaria, ma risulta particolarmente penalizzante nella periferia e in Italia e Spagna. Nella penisola in particolare, con una ulteriore caduta a 42,3 punti ad aprile, dai 44,3 punti di marzo, l’indice Pmi relativo al terziario è finito ai minimi da quasi tre anni, riporta Markit. L’indice composito sulla produzione di manifatturiero e servizi è calato a 42,7 punti, sui minimi da 27 mesi. I tagli occupazionali sono peggiorati, risalendo ai massimi dal luglio del 2009.

I dati sull’Italia sono stati elaborati assieme all’Adaci, Associazione italiana di management degli approvvigionamenti, e l’economista di Markit Phil Smith parla di tassi di contrazione tornati ai valori registrati “nella fase più profonda delle recessione del 2008-2009”, mentre tra le imprese “i livelli di fiducia sono crollati”.

Tornando al quadro generale dell’area euro si registrano i maggiori tagli occupazionali dal febbraio del 2010 e il capo economista di Markit, Chris Williamson, parla di una crescita “praticamente bloccata perfino in Germania”. Si profila un prolungamento della recessione economica nell’area valutaria per il terzo trimestre consecutivo.