Italia, immobiliare in cerca di slancio: volano per le banche

15 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Bassa crescita e alto debito pubblico sono i due elementi che hanno caratterizzato lo scenario economico italiano nel 2018 appena concluso. Elementi che si ripercuotono sul settore immobiliare.

Se difatti in Ue le quotazioni immobiliari hanno continuato a crescere, non è stato così in Italia dove il ciclo immobiliare non è riuscito a rafforzarsi. Lo rivelano i dati sulle compravendite che hanno sì  recuperato ma i prezzi sono calati accusando un calo su base annua nel comparto non residenziale e, come confermato in questi giorni dall’Istat, anche in quello delle abitazioni esistenti.

E come sarà il 2019 appena iniziato? Secondo le stime della Banca d’Italia nella Rassegna economica 4/2018, Rapporto sulla stabilità finanziaria 2/2018, la dinamica è positiva, ma ci sarà ancora debolezza sul fronte dei prezzi delle case. Il mercato degli affitti sconta il peso della nota parcellizzazione della proprietà residenziale e dalle caratteristiche dimensionali e qualitative dello stock di abitazioni cmoe afferma su Monitorimmobiliare  Luigi Donato, capo dipartimento immobili e appalti Banca d’Italia.

In genere le abitazioni offerte per la locazione in affitto sono di dimensioni più contenute e di livello più scadente; quelle di dimensioni più grandi, meno adatte per la locazione, sono poste in vendita. Entrambi i comparti ne restano influenzati negativamente. Anche l’espansione del comparto dei fondi immobiliari italiani ha mostrato segni di rallentamento (…) Per le banche i rischi che promanano dal mercato immobiliare sono contenuti, anche per i criteri di prudenza nella concessione dei prestiti per l’acquisto di abitazioni. L’indicatore di vulnerabilità bancaria derivante dai prestiti alle famiglie per l’acquisto di immobili ha raggiunto, nel terzo trimestre del 2018, il valore più basso dal 2002.

Insomma la parola d’ordine per il 2019 è ancora una volta prudenza.

Si apre così il nuovo anno, all’insegna di una generale prudenza ma anche con i settori più innovativi del mercato immobiliare che hanno ormai puntato sullo sviluppo. La competizione in un mercato non adeguatamente evoluto come quello italiano, del resto, non può che partire dalla specializzazione e dalla qualità del prodotto immobiliare. (…) E’ quindi davvero auspicabile per il 2019 una ripresa più sostenuta del settore immobiliare che, per altro verso, aiuterebbe anche il settore bancario nel recupero delle garanzie dei prestiti in sofferenza e la riduzione dello stock di crediti deteriorati.