Italia a un bivio: crisi sia opportunità di svolta, crescita potenziale degli ultimi 20 anni a zero

29 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Le ultime proiezioni del FMI sul Pil italiano indicano una contrazione del -12,8% nel 2020. Una flessione – come spiega Alessandro Tentori, CIO AXA IM Italia – che riflette i mesi di lockdown già passati e gli aggiustamenti per la seconda metà dell’anno.

“La revisione ha interessato diversi paesi e non solo l’Italia. Per esempio, in Francia si prevede una contrazione del PIL di 12.5%, mentre la Spagna si allinea con l’Italia a -12.8%.
Ovviamente, la dispersione delle stime di crescita in Europa è frutto della diversa intensità con la quale l’epidemia di Covid ha colpito i paesi membri: Il PIL Tedesco dovrebbe attestarsi al -7.8%, contro una media per l’Area Euro di -10.2%. Non solo. È anche frutto di scelte politiche riguardanti l’intensità del lockdown, nonché di scelte politiche riguardanti l’assetto economico post-lockdown.
Un esempio: il governo di Vienna ha identificato il settore del turismo come settore cruciale per la ripartenza nei mesi estivi, indirizzando quindi tutti gli investimenti in quella direzione”.

Crescita potenziale degli ultimi 20 anni resta poco sopra lo zero

Per il 2021 il FMI prevede un rimbalzo del 6.3% (Eurozona +6%), anche se non è del tutto chiaro se la ripresa sarà a “V” o a “U”.

“Non è questo il punto che più mi preoccupa – spiega l’esperto. Il punto è la crescita potenziale del paese, che negli ultimi 20 anni è stata di solo 0.2-0.3%. Questo risultato è frutto di un assetto industriale che è poco adatto a competere sui mercati internazionali, specialmente in una situazione di politica monetaria unica, dove lo strumento della svalutazione non viene contemplato in ottica di strategia nazionale. La perenne mancanza di riforme strutturali è tanto più fastidiosa, quanto la forchetta tra l’Italia e il resto del mondo “industrializzato” continua a allargarsi.

Se è vero – come credo – che ogni crisi è anche una opportunità, allora temo che lo sia per molti paesi, ma non per l’Italia. La mia speranza invece è che questa crisi sia una grande opportunità per l’Europa e che le scelte politiche di Roma vengano coordinate con, diciamo pure “suggerite” da Berlino, Parigi e Bruxelles.

Come sempre sarà la leva finanziaria (e.g. il MES) a indirizzare l’orientamento politico. Ma non vi nascondo anche un mio pensiero cinico: più passa il tempo, più l’Italia potrebbe avere necessità di cassa e più costoso potrebbe essere il ricorso al MES, sia in termini finanziari che politici“.

Demografia e debolezza strutturale, tra le sfide

Prospettive incerte sono delineate anche da Joseph Little, Global Chief Strategist, HSBC Global Asset Management:

“Nel 2020 la crescita dell’Italia sarà probabilmente inferiore a quella dei paesi dell’Eurozona, per via della gravità dell’emergenza sanitaria da COVID-19 che ha costretto la nazione a imporre severe misure di lockdown prima degli altri Stati coinvolti nella pandemia.
Questo in aggiunta a uno scenario italiano pre-crisi già caratterizzato da un tasso di crescita relativamente debole, dovuto a un serie di debolezze strutturali, come bassa crescita della produttività e venti contrari in ambito demografico”.

Nel lungo termine,

“i rischi al ribasso per la crescita includono il rischio che le misure politiche non siano del tutto efficaci o quello di una “stimulus fatigue”, in uno scenario caratterizzato dal deterioramento delle dinamiche del debito sovrano e da potenziali sfide alle misure straordinarie di sostegno della BCE. Inoltre, è probabile che l’attuale mancanza di riforme strutturali fondamentali faccia sì che il basso tasso di crescita potenziale persista” conclude Little.