Israele sull’orlo di una guerra con Hamas e Hezbollah

15 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Era dal 2014 che non succedeva: dei razzi hanno raggiunto e scosso la popolazione di Tel Aviv. La rappresaglia di Israele è stata immediata, con i jet dell’esercito che hanno effettuato bombardamenti aerei contro Hamas. Le due forze sono sull’orlo di una guerra che, alla luce del contesto geopolitico attuale, potrebbe essere più sanguinosa e grande delle precedenti.

Hezbollah, Siria e Iran sono infatti altri tre fronti in cui Israele potrebbe presto essere impegnata militarmente. La tensione è ancora più alta se si calcola che il 9 aprile in Israele si tengono le elezioni generali, le più importanti da diversi anni a questa parte.

Se nuovi missili colpiranno Tel Aviv, il primo ministro israeliano, il falco Benjamin Netanyahu, non potrà stare a guardare. Non può permetterselo perché gli costerebbe un bel po’ di voti in un appuntamento elettorale che si preannuncia quanto mai combattuto.

Allo stesso tempo una risposta militare troppo dura, potrebbe scatenare un conflitto regionale. Se deciderà di rispondere al nemico con troppa forza, rischia di non poter più tornare indietro. Netanyahu si trova indubbiamente in una situazione alquanto difficile. Qualunque cosa faccia, rischia di sbagliare.

Missili colpiscono Tel Aviv: non succedeva da 5 anni

È risaputo che il governo di Israele non tollera il lancio di missili nel paese. Per questo quanto accaduto giovedì potrebbe essere un punto di svolta importante. Possibilmente una miccia che farà esplodere una guerra nell’area mediorientale. Un conflitto tra Israele e Hamas. Il problema grosso è che stavolta il conflitto potrebbe trasformarsi in una guerra per procura, che vedrebbe coinvolti anche Hezbollah e l’Iran, due nemici giurati di Tel Aviv.

“L’esercito di Israele ha confermato che due missili sono stati lanciati contro lo Stato d’Israele giovedì sera, con almeno due forti esplosioni che si sono sentite nella regione di Gush Dan”, scrive il Jerusalem Post (guarda video sotto).

Secondo le forze armate della Difesa israeliana, nonostante il sistema anti missilistico Iron Dome fosse attivato, i due razzi non sono stati intercettati. Entrambi si sono schiantati in territorio aperto. Non ci sono stati morti ma molti civili israeliani hanno dovuto sottoporsi a cure per il trauma subito. È la prima volta che le sirene di allarme hanno iniziato a suonare a Tel Aviv dalla guerra nella Striscia di Gaza del 2014.

Secondo Fox News uno dei primi obiettivi dell’attacco di rappresaglia è stata una base navale di Hamas. A Khan Younis, 24 chilometri a sud dalla città di Gaza, secondo l’agenzia di stampa americana Associated Press. Non si sa se ci sono feriti o vittime, ma anche i media palestinesi hanno confermato i raid.

All’inizio Hamas aveva negato di essere responsabile del lancio di missili, ma poi l’esercito israeliano (IDF) ha comunicato che è stato il gruppo militante anti israeliano a fare fuoco. Se Hamas non agirà più, probabilmente le cose si calmeranno e tutto tornerà come prima. Ma anche se così fosse, Israele deve sempre vedersela con la minaccia di Hezbollah a nord.

In caso di guerra anche Iran e Usa potrebbero entrare in gioco

Il gruppo libanese sciita Hezbollah ha costruito dei tunnel con cui teoricamente potrebbe fare infiltrare forze militari nell’area settentrionale di Israele. Per ora cinque tunnel sono stati scoperti, ma ce ne sono probabilmente tanti altri. The Hill riferisce che sono enormi, abbastanza grandi “da spostare mezzi militari pesanti”. Per la prima volta dal 1973 Israele rischia di subire un’invasione militare.

Dopo anni di lotta al fianco dei soldati russi e iraniani in Siria hanno trasformato Hezbollah in una forza armata in grado di fare affidamento non solo sul lancio di razzi ma anche su attacchi coordinati della fanteria e dell’arteria. E di fare ricorso a droni e blindati, non solo raid. Non c’entra nulla con le tattiche “tocca e fuga” delle milizie Hezbollah della guerra in Libano del 2006.

I tunnel violano la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1701, che proibisce che Hezbollah si insedi nell’area. La leadership di Hezbollah continua a minacciare Israele parlando apertamente di una guerra. Si stima che abbiano creato un arsenale di 150.000 missili per il prossimo conflitto.

Si può facilmente immaginare l’impatto che avrebbero 150.000 razzi se colpissero le città e i villaggi di un paese piccolo come Israele, grande circa come lo Stato Usa del New Jersey. Chiaramente l’esercito di Israele è molto potente e attrezzato e in caso di una guerra avrebbe possibilmente dalla sua parte anche gli Stati Uniti. Ma Hezbollah sarebbe un nemico non facile da sconfiggere. Specialmente se si considera che anche l’Iran potrebbe entrare in gioco.