IRAQ, LA CONVERSAZIONE BUSH-AZNAR PRIMA DELL’ATTACCO

26 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Madrid, 26 set – L’edizione on line dello spagnolo ‘El Pais’ ha pubblicato oggi il testo di una conversazione tra il presidente George Bush e il suo omologo spagnolo Josè Maria Aznar avvenuta il 22 febbraio del 2003, a Crawford in Texas, ventisei giorni prima dell’attacco aereo su Baghdad che diede inizio alla guerra contro l’Iraq. Nel corso della discussione, alla quale partecipava anche Condoleezza Rice, Bush spiega ad Aznar che “è arrivato il momento di liberarsi di Saddam Hussein. Nel giro di due settimane saremo militarmente pronti. Saremo a Baghdad alla fine di marzo”. I due si dilungano sui modi e i tempi per proporre una nuova risoluzione all’ONU per cercare l’appoggio internazionale alla campagna militare. “Proporremo la risoluzione senza menzionare l’uso della forza – dichiara Bush – constatando che Saddam Hussein non è stato capace di compiere gli obblighi imposti (dalla risoluzione ONU 1441 del novembre 2003). Qualcosa di simile a quella per il Kosovo. Questo tipo di risoluzione potrebbe essere votata da molte persone”.
La Rice specifica ad Aznar che la risoluzione sarà “semplice, senza dettagli” e che si sta “consultando con Blix (il capo degli ispettori dell’ONU) e la sua squadra per avere qualche suggerimento su come scriverla”. Nel corso della conversazione con Aznar, il presidente Bush si mostra convinto di poter ottenere appoggi internazionali “paesi come Messico, Cile, Angola e Camerun devono dimostrarsi amici, parlerò con loro e con Putin – spiega ad Aznar –. Ricardo (Lagos l’allora presidente cileno) deve sapere che un comportamento negativo in questa occasione potrebbe mettere in pericolo la ratifica dell’Accordo di Libero Commercio con gli USA. L’Angola sta ricevendo fondi dal ‘Millenium Account’ e potrebbero essere sospesi. E Putin deve sapere che il suo comportamento sta mettendo in pericolo i rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti”. Mentre la diplomazia internazionale è ancora al lavoro e migliaia di persone manifestano contro la guerra, Bush spiega all’allora presidente Aznar che l’attacco sarà “di grande precisione e concentrato su obiettivi stabiliti”. “Sappiamo – continua Bush – che i generali di Saddam hanno una gran quantità di dinamite e che vogliono far saltare i pozzi di petrolio. Occuperemo quei pozzi molto presto. Possiamo vincere senza provocare distruzione”. Alle richieste di Aznar che dichiara di “avere bisogno di aiuto con l’opinione pubblica spagnola” Bush risponde che gli Stati Uniti faranno “tutto quello che possono” e si dichiara “irritato dalla insensibilità degli europei verso una seria minaccia contro la pace”. La risoluzione sarà presentata il 24 febbraio del 2003 all’Onu ma verrà successivamente ritirata anche in seguito ad una controproposta per un programma di disarmo a tappe, presentata lo stesso giorno da Russia, Francia e Germania.