Investment bank: i ricavi sono ai minimi dal 2008

21 Febbraio 2020, di Alberto Battaglia

La crisi delle maggiori investment bank  al mondo è proseguita nel 2019, portando i ricavi al livello più basso dal 2008. Con un totale di 147,5 miliardi, il calo nei ricavi registrato dalle divisioni trading e investment delle 12 maggiori banche mondiali in questo settore è stato del 4%. E’ quanto risulta dai dati raccolti da Coalition e inizialmente riportati dal Financial Times.
In particolare, è stata l’attività di trading azionario quella che ha subito il colpo più duro, con ricavi in calo del 10% a 41,1 miliardi di dollari (nella combinazione dei 12 istituti presi in considerazione). Il solo ramo investment banking ha ceduto il 3% dei ricavi a 40,2 miliardi; mentre quello del trading di prodotti a reddito fisso ha recuperato il 3% a 66,2 miliardi di dollari.

Cos’è successo?

Il colpo subito dai ricavi legati al trading in azioni potrebbero suonare insoliti, se si pensa al fatto che la performance dell’equity è stata assai positiva nel 2019. Secondo Mike Mayo, analista presso Wells Fargo, una delle ragioni alla base di questi numeri è la costante crescita nell’ “investimento passivo” che caratterizza fondi nei quali i titoli non sono scelti attivamente da un team, ma ricalcano fedelmente la composizione, ad esempio, di un indice predefinito.
Questo “ha contribuito a creare una disparità fra i prezzi delle azioni e i profitti collegati alle azioni stesse”, in quanto all’aumentare della ricchezza detenuta in panieri di azioni piuttosto che nel trading attivo, diminuiscono le opportunità di incassare commissioni per le banche.

Altri elementi della spiegazione risiedono nel panorama regolatorio che si è fatto strada in Europa con l’entrata in vigore della Mifid II, che ha premuto verso il basso le commissioni incrementando gli obblighi di trasparenza verso la clientela. A ciò si è aggiunta una crescente concorrenza nel settore trading da parte di soggetti esterni al mondo bancario tradizionale.
Secondo Coalition niente fa pensare al fatto che questo trend possa essere invertito nel prossimo futuro: “I ricavi dell’investment banking sembrano stabilizzati negli ultimi due anni e ci aspettiamo che restino su questi livelli nel breve termine”, ha dichiarato il responsabile della ricerca, Amrit Shahani.

Per adesso la risposta delle banche si è concentrata soprattutto sul fronte del contenimento dei costi. Il che, l’anno scorso, si è tradotto nel più grosso volume di licenziamenti nel comparto investment bank dal 2012 (anno in cui Coalition ha iniziato a tracciare i dati). Il personale in queste divisioni è stato ridotto del 6% con 2.900 licenziamenti complessivi.