Investire sul mattone: le scelte degli acquirenti e dei venditori

28 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

Prima che scoppiasse l’emergenza Covid, in Italia la percentuale di acquisti di immobili per investimento si attestava al 17,8%. Così emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa condotta su un campione di 20.600 compravendite realizzate attraverso le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nel secondo semestre del 2019.

Investimento immobiliare in forte crescita

Se nel 2015 l’investimento immobiliare era al 16,4%, siamo ora al 17,8%. Chi compra l’abitazione principale sceglie per lo più il trilocale (37,1%), seguito dalle soluzioni indipendenti e semindipendenti (20,7%) che in questo semestre sorpassano i quadrilocali che si fermano (19,0%). Si conferma quindi un crescente apprezzamento per ville, villette e case indipendenti e semindipendenti.

L’identikit degli acquirenti

Dal lato di chi compra l’abitazione per viverci, la scelta ricade principalmente sui trilocali (37,1%), seguiti dalle soluzioni indipendenti (20,7%), dai quattro locali (19,0%), e dai bilocali (16,3%). Rispetto ad un anno fa si registra un aumento della percentuale di acquisti di soluzioni indipendenti e semindipendenti, si passa infatti dal 16,2% del secondo semestre del 2018 all’attuale 20,7%.

Chi invece compra casa per investimento, sceglie per lo più il bilocale (34,8%), seguito dal trilocale (28,1%). Nel 54,3% dei casi gli acquirenti sono persone con un’età compresa tra 18 e 44 anni, si registra poi un 22,6% tra 45 e 54 anni e percentuali in diminuzione al crescere delle fasce di età.

A comprare casa attraverso le agenzie del Gruppo Tecnocasa sono state soprattutto coppie e coppie con figli che compongono il 71,2% del campione, mentre è più bassa la quota di acquirenti single che si attesta sul 28,8%.

 

L’identikit dei venditori

Dal lato di chi vende invece, nel secondo semestre del 2019 la maggior parte dei proprietari lo ha fatto per reperire liquidità (44,3%), seguiti da coloro che hanno venduto per migliorare la qualità abitativa (42,6%) ed infine da chi si è trasferito in un altro quartiere oppure in un’altra città (13,1%).