Intesa studia da leader e fa leva sul wealth management

6 Febbraio 2018, di Alessandro Piu
L'AD di Intesa Sanpaolo Carlo Messina.

Intesa Sanpaolo continua a puntare forte sull’asset management anche nel piano industriale 2018-2021 per giocare la partita della leadership europea, quella a cui il gruppo vorrebbe arrivare nel giro di quattro anni.

La previsione, contenuta nel piano industriale, è di portare Eurizon ad avere masse in gestione a 400 miliardi di euro nel 2021 dai 314 miliardi attuali, anche cercando di formare partnership con grandi player internazionali che servirebbero a superare la dipendenza di Eurizon dal business captive.

“Stiamo valutando i più grandi gruppi internazionali – ha detto in conferenza stampa l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina – ma non è stata fatta ancora alcuna scelta”.

Il fatto di trovarsi in Italia è considerato da Messina molto importante.

“È il posto dove in questo momento bisogna essere, per una banca come la nostra, che opera principalmente con il risparmio delle famiglie e che ha raggiunto mille miliardi di euro di masse in gestione”.

I segnali di crescita dell’asset management, peraltro, continuano a essere positivi anche a inizio 2018:

“Pensiamo che l’asset management stia continuando a crescere. Anche in gennaio abbiamo avuto un ottimo andamento. Sono ormai quattro anni che c’è una crescita continua in questo mondo e non vedo elementi per cui non debba continuare. Credo che abbiano raggiunto una tale capacità di poter proporre questi prodotti ai nostri clienti che non vedo delle minacce significative”.

Il prossimo quadriennio vedrà poi un’attenzione speciale al wealth management e protection, dove l’obiettivo è ancora una volta esplicito: arrivare al quinto posto in Europa per masse gestite con un flusso di raccolta netta gestita di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking pari a 55 miliardi nel 2018-2021. A livello internazionale verranno valutate anche possibilità di partnership in Cina.

Per il wealth management un ruolo fondamentale verrà giocato dalla rete di Intesa Sanpaolo Private Banking, a cui verrà affidato lo sviluppo di modelli di servizio dedicati alla clientela Lower private e High net worth individuals, e quella di Fideuram il cui obiettivo sarà l’introduzione di modelli di servizio dedicati per le esigenze della rete e della clientela.

Nessun avvicinamento è invece previsto tra le reti Intesa Sanpaolo Pb, Fideuram ed Eurizon. L’amministratore delegato Carlo Messina ha escluso tale possibilità in quanto

non vedo possibilità di collegare la nostra fabbrica di asset management con uno dei distributori che abbiamo all’interno del gruppo. Non mi sembra che possa portare ad alcun valore aggiunto”.

Anche la quotazione di Fideuram, indiscrezione circolata nelle settimane passate, viene cassata da Messina:

“È un ipotesi che per noi non è mai esistita” ha spiegato aggiungendo “di avere grande piacere nel detenere il 100% di un’azienda fortissima”.

Proprio la rete distributiva vedrà tra l’altro anche un rafforzamento in termini di risorse. Il piano prevede l’inserimento di 1.400 tra promotori finanziari, private banker e altro personale dedicato ad attività collaterali. Non solo, il piano industriale pone un particolare focus sulla formazione con la costituzione del Campus Intesa Sanpaolo PB e lo sviluppo di una learning factory per formare i futuri private banker.

Altro tassello importante del piano industriale dove sono chiamate a giocare un ruolo fondamentale le reti è lo sviluppo nell’assicurazione retail, ramo danni non-motor dove, ancora una volta, Intesa Sanpaolo mira a diventare il numero uno in Italia. Su questo fronte Intesa Sanpaolo punta a raccogliere 2,5 miliardi di euro nel2021 partendo dai 400 milioni di euro attuali. L’obiettivo verrà perseguito con il rafforzamento della capacità distributiva e commerciale. A tal proposito è previsto l’inserimento di 220 specialisti di settore.