Economia

Intesa Sanpaolo: migrazione correntisti a Isybank nel mirino dell’Antitrust

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, in merito alla cessione di centinaia di migliaia di correntisti da Intesa Sanpaolo a Isybank, interviene l’antitrust avviando un’istruttoria sulle modalità di comunicazione della migrazione e sulle possibili conseguenze per i clienti. Ecco tutti i dettagli.

La nascita di Isybank e la migrazione dei correntisti da Intesa Sanpaolo

Isybank è la banca digitale di Intesa SanPaolo, presentata lo scorso 15 giugno e nata per soddisfare le esigenze dei clienti interessati ad utilizzare servizi esclusivamente online e da smartphone. Isybank punta dunque a rafforzare il posizionamento del Gruppo nel segmento fintech, cavalcando con entusiasmo i driver della trasformazione tecnologica nel settore bancario.

Nelle scorse settimane è emerso che centinaia di migliaia di correntisti presso Intesa SanPaolo hanno subito un trasferimento del proprio conto a Isybank. Una misura che ha riguardato dapprima 300.000 clienti, con l’obiettivo di salire a 4 milioni nel 2024.

In particolare, si tratta di utenti selezionati in base alla loro scarsa frequentazione delle filiali, escludendo gli over 65, i clienti con giacenze oltre i 100.000 euro e coloro che hanno svolto almeno dieci operazioni in filiale negli ultimi 12 mesi. La nuova banca digitale, infatti, non ha una rete di filiali ma consente di usufruire dei servizi soltanto tramite applicazione. La decisione ha suscitato da subito polemiche da parte di alcuni esponenti della maggioranza di governo.

Antitrust avvia istruttoria nei confronti di Intesa e Isybank

Ora però l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è intervenuta sulla cessione dei correntisti da Intesa Sanpaolo a Isybank, avviando un procedimento istruttorio nei confronti dei due istituti.

All’Autorità sono infatti pervenute circa 2.000 segnalazioni, come spiegato dalla stessa in una nota. Nella comunicazione inviata ai clienti in questione, Intesa Sanpaolo li definisce “prevalentemente digitali”, ossia clienti che “hanno familiarità con i servizi e i canali digitali, nonché i clienti consumatori che, in ogni caso, fanno un utilizzo nullo o limitato della filiale”.

Nello stesso documento ai clienti è stata data la mera facoltà di dichiararsi “non prevalentemente digitali”, come precisato dall’Antitrust, che tuttavia ha deciso di fare chiarezza sulle modalità con cui le due società hanno comunicato e realizzato il trasferimento.

I dubbi dell’Antitrust sulla comunicazione inviata da Intesa ai clienti

In particolare, per l’AGCM “la comunicazione inviata ai correntisti coinvolti nel trasferimento appare ambigua e diffusa con modalità che non sembrano coerenti con l’importanza della questione trattata. I consumatori hanno lamentato che la comunicazione è stata recapitata nell’internet banking o nell’app di Intesa Sanpaolo senza alcuna particolare evidenza e in un periodo dell’anno in gran parte coincidente con le ferie estive.”

Alla luce di quanto sopra, “i correntisti non avrebbero avuto piena contezza del trasferimento del proprio conto presso un altro operatore e anzi spesso ne sono venuti a conoscenza soltanto dopo la data ultima fissata da Intesa Sanpaolo per poter esprimere il proprio diniego al passaggio.” Inoltre, “la stessa facoltà di opporsi al trasferimento risulta non esser stata indicata con sufficiente chiarezza.”

Possibile aumento dei costi per i clienti

Ma c’è un altro tema che preoccupa l’Antirtust ed è legato alla possibilità di variazioni nelle spese di gestione del conto corrente. In particolare, “il passaggio al nuovo operatore bancario comporterebbe importanti modifiche delle condizioni contrattuali in essere con Intesa Sanpaolo e delle modalità di fruizione del servizio”.

Questo, perché “non ci saranno sportelli fisici cui rivolgersi, essendo un operatore completamente digitale con cui si potrà interagire soltanto attraverso smartphone e non anche tramite browser del proprio personal computer come invece avveniva con Intesa Sanpaolo; mancheranno alcune funzionalità e servizi (ad esempio, le cosiddette carte virtuali) presenti in Intesa Sanpaolo e assenti in Isybank.”

Secondo l’Autorità, “ciò comporterebbe, almeno per alcuni correntisti, un aumento dei costi di tenuta del conto.”

Unione Nazionale Consumatori: “Comunicazione inadeguata e servizio peggiore”

Soddisfatta per l‘avvio dell’istruttoria l’Unione Nazionale Consumatori, che ha presentato un esposto nel quale segnalava centinaia di proteste dei consumatori.

“Una prima vittoria importante che speriamo porti ora Intesa Sanpaolo a rivedere subito le sue posizioni, consentendo ai clienti contrari al trasferimento di restare con loro. L’Authority ha accolto le nostre tesi sulla modalità con cui si è comunicato il trasferimento, come se fosse una qualunque ordinaria comunicazione, senza alcuna importanza, girata durante le vacanze, dando un termine troppo ravvicinato, quello del 30 settembre, per esprimere il proprio dissenso” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“A questo va aggiunto un peggioramento del servizio, anche per chi è prevalentemente digitale, atteso che potrà d’ora in poi operare solo con l’App e non anche con il proprio computer sul sito internet della banca. Altri consumatori hanno lamentato un aumento dei costi” prosegue Dona.

“Ora attendiamo anche il pronunciamento del Garante della privacy e di Bankitalia, per gli altri profili del trasferimento che ci paiono incongrui” conclude Dona.

La risposta di Intesa Sanpaolo

In giornata, un portavoce di Intesa Sanpaolo ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Abbiamo il massimo rispetto per l’AGCM e, come sempre si è verificato, siamo da subito disponibili a collaborare nell’esame e nella soluzione dei temi posti dall’Autorità, nel miglior interesse della clientela. Anche in questa specifica operazione dai contenuti altamente innovativi, pare opportuno sottolineare che Intesa Sanpaolo, come sempre, pone al centro quanto la clientela richiede e si aspetta. Ne consegue una continua attività di ascolto, con una sistematica interlocuzione con tutti i clienti passati a Isybank, per avere il loro riscontro e dare loro tutte le spiegazioni del caso.”

Allo stesso tempo, prosegue la nota, “Intesa Sanpaolo ritiene di avere operato in conformità con la normativa applicabile, inclusa la comunicazione alla propria clientela. L’operazione ha sinora coinvolto un elevato numero di clienti, circa 300mila per circa 1,7 mld di raccolta diretta, passati da Intesa Sanpaolo a Isybank, a fronte di un numero molto contenuto, pari a circa 1.500, di richieste di rientro in Intesa Sanpaolo. Ad oggi i clienti che ci hanno espresso un reclamo sono molto limitati rispetto ai numeri complessivi e affronteremo singolarmente ogni situazione per offrire una soluzione adeguata e in linea con le necessità della clientela.”

“A incoraggiarci in questa innovativa e importante iniziativa del nostro Gruppo”, precisa Intesa, “è il numero dei nuovi clienti di Isybank provenienti dal mercato, che in poche settimane hanno superato i 50.000, e per questo l’obiettivo di 1 milione di nuovi clienti appare tranquillamente raggiungibile, a conferma delle componenti tecnologiche altamente avanzate e della convenienza delle condizioni economiche della banca.”

“Isybank è un’iniziativa che si colloca all’avanguardia delle banche interamente digitali e si avvale della infrastruttura tecnologica Isytech che fa di Intesa Sanpaolo un innovatore a livello europeo. Siamo convinti”, conclude la nota, “che i nostri clienti digitali disporranno di una piattaforma al più avanzato livello di servizio e standard tecnologici in ambito internazionale, grazie alla partnership con Google e Thought Machine, leader nei rispettivi settori.”