Intesa SanPaolo, Mediobanca promuove fusione con Crèdit Agricole

10 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – In rialzo stamani le azioni di una delle banche più importanti d’Italia, Intesa SanPaolo sulla scia delle indiscrezioni circa un possibile matrimonio con Crèdit Agricole, banca interessata ad espandersi sul mercato italiano.

Dopo l’acquisizione a un prezzo simbolico delle due banche venete in crisi, che dovranno tornare in utile già quest’anno, ci sono 250 filiali da chiudere entro giugno, 7.500 preprensionamenti da gestire entro il 2020, come ricorda Il Sole 24 Ore. Inoltre gli Npl – i crediti in difficoltà – sono già stati ridotti di 7,5 miliardi in cinque trimestri e lo smaltimento continuerà.

Ma qualcos’altro bolle in pentola: ad azzardare per primo l’ipotesi di una nuova fusione all’estero è Mediobanca securities in una report di fresca pubblicazione. La fusione sarebbe stata tracciata nel piano di impresa che la banca guidata da Carlo Messina dovrebbe presentare il prossimo febbraio.

“La maggior parte degli amministratori delegati rinuncia a fusioni transnazionali perché troppo complesse e rischiose. Riteniamo che una fusione tra eguali tra Intesa Sanpaolo e il Crédit Agricole possa essere un esempio di come massimizzare le sinergie minimizzando i rischi di esecuzione”.

Così ha definito la possibile fusione Mediobanca che parla di combinazione “senza eguali”, che darebbe vita alla prima banca dell’eurozona e tra le prime tre al mondo nell’asset management.

Mediobanca ipotizza almeno 1 miliardo di sinergie, un aumento del 28% dell’utile per azione, un ritorno sul capitale tangibile (Rote) del 12% nel 2020 mentre un Cet1 del 13% consentirà di offrire un rendimento superiore al 7,5% attraverso un payout del 70%. Viene inoltre stimato un utile normalizzato al 2021 di 4,5 miliardi (+0,9 miliardi sul 2017).

Gli analisti di Piazzetta Cuccia tra le operazioni di capital management ipotizzano una Ipo della Capital Light Bank, che potrebbe neutralizzare le perdite legate alla vendita di un grosso stock di Npl (arrivare al 10% di esposizioni non performanti entro il 2019 potrebbe costare 1 miliardo), mentre i ricavi della vendita del 30% del wealth management potrebbero finanziare una grande operazione di fusione o acquisizione.

Dopo la pubblicazione del report sulla fusione con Crédit Agricole, Mediobanca ha anche alzato il target price sulle azioni Intesa Sanpaolo che passa da 2,8 a 3 euro, mentre il rating è stato confermato a Neutral.