Intesa SanPaolo archivia il miglior terzo trimestre dal 2007 per utile netto. Mille sportelli in chiusura

6 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Utile netto in crescita del 9,9% da  1.216 milioni nel secondo trimestre 2019 a 1.044 milioni di euro del terzo e  risultato della gestione operativa in crescita dello 0,9% rispetto ai primi nove mesi 2018 Così Intesa Sanpaolo alza il velo sui risultati dei primi nove mesi del 2019, giudicati pienamente in linea con gli obiettivi.

Siamo particolarmente soddisfatti dei primi nove mesi del 2019: l’utile netto dei primi nove mesi dell’anno, pari a 3,31 miliardi, è il miglior risultato per i primi nove mesi dal 2008 grazie a una solida performance nelle attività core: abbiamo già raggiunto l’82% del risultato netto dell’intero 2018″.

Così ha sottolineato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina.

“Anche nell’ultimo dei tre trimestri i risultati sono ottimi: è il miglior terzo trimestre dal 2007 per utile netto, mentre le commissioni sono le migliori di sempre per un terzo trimestre. Intesa Sanpaolo è fattore di accelerazione della crescita dell’economia reale del Paese: nei primi nove mesi del 2019 in Italia le erogazioni a medio e lungo termine a famiglie e imprese sono state pari a più di 32 miliardi di euro.
Confermiamo la nostra capacità di lavorare a fianco di tutte le aziende in grado di superare condizioni di temporanea difficoltà: nei nove mesi abbiamo aiutato circa 15 mila aziende a tornare in bonis. Dal 2014 il numero di queste imprese sale a 108 mila: una cifra significativa considerato l’impatto positivo generato sull’occupazione – più di mezzo milione posti di lavoro – e sull’indotto”.

Un aiuto da risparmio gestito e polizze assicurative

I risultati, si legge nella nota, riflettono la redditività sostenibile del Gruppo che tra l’altro ha puntato su una continua focalizzazione su Wealth Management & Protection che pone al centro la relazione con il cliente, in presenza di una ripresa della raccolta netta di risparmio gestito nel terzo trimestre (pari a circa 2,5 miliardi di euro), favorita dall’ulteriore calo dei tassi d’interesse e in prevedibile progressivo rafforzamento al permanere di un tale contesto dei mercati finanziari, in considerazione della forte riserva di potenziale creazione di valore derivante dall’ammontare di depositi a vista delle famiglie che può essere convertito in risparmio gestito, stimabile nell’ordine dei 65 miliardi di euro a fine settembre, e dal bacino dei circa 170 miliardi di euro di raccolta amministrata.

Intesa segnala anche i risultati positivi derivanti dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi che ha pesato sui conti con in particolare l’accordo sindacale dello scorso maggio riguardante l’uscita volontaria di 1.600 persone entro giugno 2021 – in aggiunta alle 9.000 già previste nel Piano di Impresa 2018-2021 entro giugno 2020 – con adesioni di circa 2.600 persone, che sono in corso di valutazione e l’ottimizzazione della rete territoriale in Italia con chiusure di sportelli, in aggiunta alle circa 1.100 già previste nel Piano di Impresa, rese possibili dall’estensione della rete distributiva di Banca 5, la banca di prossimità del Gruppo, a circa 50.000 punti operativi, derivante dall’ampliamento degli esercenti convenzionati conseguente all’accordo con SisalPay.

Con la partnership siglata con SisalPay, Intesa Sanpaolo valuterà la potenziale chiusura di altri mille sportelli, in aggiunta rispetto a quelli già previsti dal piano di impresa.

Lo ha detto il Ceo, Carlo Messina, nel corso della conference call aggiungendo anche che Intesa Sanpaolo “non sta assolutamente valutando di applicare tassi negativi” ai depositi dei propri clienti.