Inps: in pensione più tardi ma con assegno più alto

19 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Più tardi in pensione ma con un assegno più alto. Così ha reso noto l’Inps pubblicando i dati sui flussi di pensionamento del 2017 che comparati con l’anno precedente forniscono una fotografia reale dei pensionati d’Italia.

L’anno scorso l’Istituto nazionale di previdenza sociale guidato da Tito Boeri ha liquidato ben 500mila pensioni e per la prima volta l’importo medio ha superato i mille euro, toccando per l’esattezza quota 1039 contro i 970 di un anno fa. L’aumento in media è stato del 7,1 per cento.

Nel dettaglio, come scrive il Corriere della Sera, si va dai 2.275 euro al mese per le nuove pensioni di anzianità dei lavoratori dipendenti, che sono mediamente le più ricche, ai 239 euro delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori parasubordinati, le più povere, mentre poi l’anno seguente 2016, è stata di 66,7 l’anno scorso. Tra gli altri dati diffusi dall’Inps anche quello riguardante i nuovi assegni sociali, concessi nel 2017 a chi aveva più di 65 anni e 7 mesi e un reddito medio inferiore a 5824 euro, con un importo di 402 euro al mese e ora invece ce ne vorranno 66,7 anni. Si registra un vero e proprio boom per gli assegni sociali: nel 2017 infatti quelle liquidate con un importo superiore ai 3mila euro al mese sono state 20.041, circa 4mila in più del 2016.

Altro boom da registrare è quello delle pensioni ricche: nel 2017 quelle liquidate con un importo superiore ai 3mila euro al mese sono state 20.041, circa 4mila in più del 2016.