Inps: dal 1° gennaio 2016 stangata sulle pensioni

29 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Brutte notizie per chi è prossimo ad andare in pensione: dal prossimo anno arriva la stangata sulle pensioni con l’aumento di 4 mesi per effetto della speranza di vita, la revisione dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo e l’aumento dei requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia per le donne. Ma andiamo per ordine.

In primo luogo dal 2016 per i lavoratori uomini l’accesso alla pensione sarà con 4 mesi in più rispetto a quest’anno e con un taglio dell’assegno previdenziale sulla parte contributiva dell’1%.  Per le donne invece si avrà un aumento della parte di assegno previdenziale calcolato con il sistema contributivo, pari al 4% perché andranno in pensione ad un’età più alta.

A spiegare la situazione è Antonietta Mundo, coordinatrice statistico attuariale dell’Inps che individua nella riduzione dei coefficienti di trasformazione in rendite del montante contributivo dal prossimo anno la causa della “disparità” tra donne e uomini.

“C’è un effetto positivo sull’importo per le donne del settore privato che escono per vecchiaia: la quota contributiva della pensione si rivaluta del 4,09% rispetto al 2015 in considerazione dei 22 mesi in più cui sono costrette ad uscire. Per gli uomini che vanno in pensione di vecchiaia i quattro mesi in più di età mitigano la riduzione dei coefficienti prevista per il 2016, ma rispetto alla vecchiaia a 66 anni e 3 mesi con i precedenti coefficienti 2013, perdono comunque lo 0,99%”.

Ma le novità non si arrestano qui. Dal 1 gennaio 2016 entrerà in vigore il famoso gradino previsto dalla riforma pensioni Fornero per la pensione di vecchiaia delle donne. In pratica le lavoratrici dipendenti del settore privato potranno accedere alla pensione di vecchiaia a 65 anni e 7 mesi contro i 63 anni e 9 mesi previsto nel 2015.

Per le autonome invece l’assegno previdenziale arriverà al compimento di 66 anni e un mese. Per le lavoratrici nate nel 1953 la pensione arriverà nel 2020 perché il prossimo gradino scatterà nel 2018 e nel 2019 ci sarà nuovo aumento della speranza di vita. Deroga è prevista per le donne nate nel 1952 che con 20 anni di anzianità contributiva potranno uscire dal lavoro a 64 anni. L’accesso alla pensione anticipata potrà avvenire invece a 41 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le dipendenti pubbliche dal 1 gennaio 2016 si potrà andare in pensione di vecchiaia alla stessa età degli uomini.

Gli uomini infatti dal prossimo anno potranno andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi, mentre per l’accesso alla pensione anticipata dovranno attendere 42 anni e 10 mesi di contributi.