Inflazione, per BoE presto aumento “apocalittico” dei prezzi degli alimentari

18 Maggio 2022, di Alessandra Caparello

Fiammata senza precedenti ad aprile per l’inflazione nel Regno Unito con la conseguenza che il paese si deve preparare a un potenziale aumento “apocalittico” dei prezzi sul mercato degli alimentari. Ad affermarlo il governatore della banca centrale inglese, Andrew Bailey.

UK: inflazione record ad aprile

Andando per ordine, ad aprile, secondo quanto reso noto dall’Office for National Statistics (ONS), su base annua i prezzi al consumo nel Regno Unito segnano una crescita del 9%, contro il +7% del mese precedente ed il +9,1% del consensus, registrando così il più alto tasso di inflazione a 12 mesi della serie storica, iniziata nel gennaio 1997. Su base mensile l’inflazione ha registrato un incremento del 2,5%, inferiore al +2,6% atteso dagli analisti e contro il +1,1% del mese precedente.
Il dato core dell’inflazione, che esclude le componenti più volatili quali cibo e carburanti, accelera al 6,2% dal 5,7% del mese precedente ed eguaglia il +6,2% stimato dagli analisti. Su base mensile si registra un +0,7%, meno del +0,8% delle attese e contro il +0,9% del mese precedente.

“Il dato sull’inflazione del Regno Unito pubblicato questa mattina ha fatto strabuzzare gli occhi, segnando un 9,0% su base annua. La tanto sbandierata crisi del costo della vita è davvero tra noi” ha commentato James Lynch, investment manager di Aegon Asset Management

Secondo l’ONS, si tratta del tasso più alto registrato dal 1982. Questo è stato il mese in cui avevamo previsto un tale aumento a causa degli effetti combinati dei problemi della catena di approvvigionamento, dell’inflazione alimentare e degli aumenti dei prezzi dell’energia dell’Ofgem. Il tasso annuo di inflazione dell’elettricità è del 53,5% e quello del gas del 95,5%. Il paniere alimentare ha registrato un aumento del 6,7% e, per un po’ più di dettaglio, la margarina e i grassi vegetali hanno registrato l’aumento maggiore rispetto all’anno precedente (22,7%).

La profezia funesta della BoE

A gettare benzina sul fuoco il governatore della Bank of England (BoE), Andrew Bailey,  secondo cui il Regno Unito si deve preparare a un potenziale aumento “apocalittico” dei prezzi sul mercato degli alimentari. Dichiarazioni pesanti quelle di Bailey anche se, secondo le stime della Banca d’Inghilterra, il peggio deve ancora arrivare visto che l’apice della crisi del costo della vita in Gran Bretagna arriverà verso la fine di quest’anno, toccando il 10%.
Per questo motivo, si stima che la Banca d’Inghilterra alla riunione di giugno aumenterà i tassi d’interesse per la quarta volta dallo scorso dicembre, portandoli all’1,25%. Tuttavia, i pareri sono discordanti. James Smith, economista di ING, ha affermato che è probabile che la banca aumenti i tassi due volte prima di fare una pausa.

Ma non solo inflazione. I dati sul mercato del lavoro pubblicati martedì hanno mostrato che i salari medi totali sono aumentati del 7% a marzo, spinti dal pagamento di bonus al personale e ai consulenti che lavorano nei settori della finanza, dell’informatica, delle costruzioni e dei servizi professionali. Tuttavia, la crescita del reddito non è stata distribuita in modo uniforme. L’aumento medio delle retribuzioni senza bonus è stato solo del 4,2%, colpendo milioni di lavoratori con il quinto mese consecutivo di calo dei salari reali.

Alta inflazione e la carenza di lavoratori qualificati a causa della Brexit, un mix esplosivo che sta spingendo l’economia britannica verso la recessione, aggiungendo ulteriore pressione sul Cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, affinché il governo inglese offra ulteriore sostegno a famiglie e imprese. Lo scontro politico è servito.

I laburisti hanno definito “inconcepibile” il rifiuto di Sunak di tassare l’industria dei combustibili fossili per finanziare misure aggiuntive per le famiglie più abbienti. I parlamentari conservatori hanno votato martedì sera contro una mozione laburista che chiedeva una tassa di emergenza sulle imprese petrolifere e del gas del Mare del Nord, che avrebbe potuto generare circa 3 miliardi di sterline.  Oggi l’opposizione presenterà un altro emendamento in Parlamento per fare pressione su Boris Johnson affinché si impegni a stanziare un bilancio di emergenza per affrontare la crisi del costo della vita.

Anche la British Chambers of Commerce ha chiesto al cancelliere un mini-bilancio d’emergenza. Come riporta il Guardian, Suren Thiru, responsabile economico della BCC, ha dichiarato:

“L’entità dell’inflazione che sta danneggiando i fattori chiave della produzione britannica, tra cui la spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese, è senza precedenti e significa che c’è una reale possibilità che il Regno Unito entri in recessione entro il terzo trimestre dell’anno“.