Inflazione: nuova fiammata in Europa. Cosa farà la Bce?

20 Gennaio 2022, di Mariangela Tessa

Fiammata dell’inflazione anche nella zona euro. Il tasso di inflazione nella zona euro è salito al 5% a dicembre 2021, in crescita rispetto al 4,9% di novembre.
Si tratta di un balzo in avanti significativo che si confronta con -0,3% di un anno prima. Lo comunica l’istituto statistico dell’Unione europea, Eurostat, spiegando che il dato conferma la stima flash del 7 gennaio ed è un nuovo massimo da 25 anni, dall’inizio del calcolo della serie storica nel 1997. Per l’intero 2021, l’inflazione della zona euro si è attestata al 3,2% nel 2022.

L’inflazione dell’Ue a dicembre è stata del 5,3% (5,2% a novembre, 0.3% un anno prima) rispetto al 5,2% di novembre. Un anno prima, il tasso era dello 0,3%. In Italia è stata del 4,2% (come da stima flash, era 3,9% a novembre, -0,3% un anno prima). Tassi più bassi per Malta (2,6%), Portogallo (2,8%), Finlandia (3,2%).

Più alti in Estonia (12%), Lituania (10,7%) e Polonia (8%).
A dicembre, il contributo più elevato al tasso di inflazione annuale dell’area dell’euro è venuto dall’energia (+2,46 punti percentuali), seguita dai servizi (+1,02 pp), beni industriali non energetici (+0,78 pp) e alimentari, alcol e tabacco (+0,71 pp).

Il picco dei prezzi non spaventa la BCE. Ed in particolare, la presidente della Banca Centrale europea, Christine Lagarde, che torna ad assicurare che i prezzi si stabilizzeranno per poi scendere dal 2022. Lagarde esclude un cambiamento della politica monetaria nel breve termine

“Consideriamo che durante l’anno 2022 (i prezzi,ndr.) si stabilizzeranno e caleranno gradualmente nel corso dell’anno”; ha detto, aggiungendo he questo calo dovrebbe proseguire nel 2023 e nel 2024. Per lei, un innalzamento dei tassi come prevede la Fed negli Usa per contenere l’inflazione avrebbe conseguenze nefaste in Europa. “Auspico che la politico monetaria sia un ammortizzatore della crisi e soprattutto non un freno alla crescita”, ha dichiarato Lagarde.

Economisti vedono prima stretta nel 2023

Se dunque la Fed si appresta ad alzare il costo del denaro, quando ci si attende una mossa simile in Europa? Secondo un sondaggio diffuso pochi giorni fa da Reuters tra un gruppo di economisti,  i tassi di interesse ufficiali rimarranno stabili fino al 2023.

Questo nonostante l’inflazione della zona euro pare destinata a rimanere per tutto il 2022 su livelli più alti rispetto a quelli previsti un mese fa, elemento che potrebbe aumentare la pressione per un inasprimento della politica della Banca centrale europea una volta passata l’ondata Omicron della pandemia.

Le previsioni sull’inflazione sono riviste al rialzo per il settimo sondaggio consecutivo, portandosi al 4,1% per il primo trimestre dell’anno e al 3,7% per il secondo, ben al di sopra dell’obiettivo del 2,0% della Bce. I prezzi torneranno poi sotto il target, nel quarto trimestre, quando le stime sono per inflazione all’1,9% – appena al di sotto del suo obiettivo.