L’inflazione non cambia il carrello della spesa degli italiani. Ma cresce il canale discount

30 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

L’inflazione non cambia le abitudini di spesa dei prodotti alimentari degli italiani. È quanto rileva l’analisi “Lo stato del Largo Consumo in Italia”, condotta da NielsenIQ Italia, che evidenzia mensilmente lo scenario dei consumi e delle abitudini di acquisto delle famiglie italiane nella Grande Distribuzione Organizzata.

Stando alla ricerca, l’impatto dellinflazione sulla scelta di prodotti che gli italiani inseriscono nel carrello e la preferenza del canale di acquisto è stata minima, pari allo 0,1% del mix, portando la variazione reale dei prezzi al 9,3%. Dato ulteriormente in risalita del 2% rispetto a giugno, che già segnalava un +7,3% verso il mese precedente. Luca De Nard, amministratore delegato di NielsenIQ Italia, commenta:

“I dati raccolti evidenziano ancora la scarsa propensione degli italiani al risparmio, nonostante il tasso d’inflazione sia in rapida ascesa con un valore quasi a doppia cifra. Infatti, ciò è dimostrato dalla crescita omogenea dei volumi complessivi dei diversi canali di distribuzione del largo consumo. Tuttavia prevediamo un autunno molto critico, data la continua corsa dei prezzi causata dall’aumento del costo di energia e delle materie prime che porterà l’inflazione a pesare ancor di più sul bilancio delle famiglie italiane, pertanto nell’ultima parte dell’anno i consumi potrebbero variare sensibilmente.”

Cresce il fatturato dei discount

Per il mese di luglio 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, l’indagine mensile di NielsenIQ, rileva l’aumento del fatturato di discount (+11,9%), seguiti da supermercati (+10,8%), specialisti casa e persona (+9,9%) e liberi servizi (i supermercati di metratura minore; +7,3%).

Complessivamente, il mese di luglio 2022 registra un fatturato della distribuzione totale in Italia pari a 9,5 miliardi di euro, con un trend positivo del +10,4% rispetto all’andamento dello stesso periodo dell’anno scorso. Nello stesso periodo, l’inflazione teorica nel largo consumo confezionato (LCC), ovvero il settore di mercato che comprende tutti i beni di consumo primario e i prodotti confezionati dall’industria, si attesta in risalita e pari al 9,4%.

La percentuale delle vendite in promozione (totale Italia) si è attestata su un livello più basso rispetto allo stesso periodo del 2021 (21,7%, -2,7%).

Infine, il consumo di prodotti a marchio del distributore a luglio 2022 resta invariato rispetto al mese scorso, pari al 21,2% del LCC nel perimetro iper, super e liberi servizi, attestandosi al 29,8% sul totale Italia, inclusi i discount.

Cosa mettono gli italiani nel carrello della spesa

Le aree merceologiche che nel mese di luglio hanno registrato una significativa crescita riguardano soprattutto i prodotti dedicati agli animali domestici (14,6%) e freddo (+15,1%).

Si conferma il trend positivo per il fresco nella maggior parte dei canali distributivi, con libero servizio (+5,1%) e discount (+9,6%) che registrano rispettivamente le tendenze peggiori e migliori. Le categorie più dinamiche sono state pane, pasticceria e pasta (+17,1%), mentre continua la diminuzione della pescheria (-5,2%). L’andamento dei prodotti confezionati, resta in aumento a valore del +10,1% (-0,7% a volume).

Su tutto il territorio nazionale, l’area merceologica della frutta e verdura, registra un incremento a valore sul mese di luglio pari al +11% (+1,6% a volume).

A livello di prodotto guidano la classifica dei top-10 di NielsenIQ il dessert fresco, l’olio di semi di girasole e l’acqua gassata.