Inflazione e lavoro condizionano l’indice del disagio sociale

9 Dicembre 2022, di Pierpaolo Molinengo

Cresce ad ottobre il disagio sociale, condizionato dall’inflazione e dalla disoccupazione. Il mercato del lavoro registra leggeri miglioramenti, ma a pesare continuano ad essere le dinamiche inflazionistiche, che continuano a rimanere elevate.

A contribuire ad un ulteriore allargamento del disagio sociale è il possibile peggioramento, nel corso dei prossimi mesi, delle condizioni economiche e del mercato del lavoro. A pesare, inoltre, ci sarà anche le difficoltà a riportare l’inflazione su valori leggermente più contenuti.

Il Misery Index Confcommercio di ottobre 2022 si è attestato su un valore stimato di 17,6, registrando un aumento di tre decimi di punto rispetto al mese di settembre.

Inflazione e lavoro: le due principali preoccupazioni

A condizionare il disagio sociale nel corso del mese di ottobre sono stati il lavoro e l’inflazione. Da un lato la dinamica dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza, ad ottobre, ha registrato una variazione dell’8,9% su base annua, contro l’8,4% di settembre. Una dinamica che è stata mitigata solo in parte dai miglioramenti, che sono stati registrati sul fronte dell’occupazione.

Il mercato del lavoro, infatti, ad ottobre ha mostrato alcuni progressi. È cresciuto il numero degli occupati per il secondo mese consecutivo: 82.000 unità in più rispetto a settembre. Una contenuta riduzione è stata registrata dalle persone che sono in cerca di lavoro. Il tasso di disoccupazione ufficiale ha registrato una contenuta riduzione. Sempre ad ottobre sono diminuite le ore autorizzate di cassa integrazione, che sono state pari a 38,2 milioni, alle quali si devono sommare le oltre 5,8 milioni di ore per assegni erogati dai fondi di solidarietà. A questa evoluzione si è associata, una riduzione degli inattivi (-62mila unità rispetto al mese di settembre).

In termini di ore di CIG effettivamente utilizzate, destagionalizzate e ricondotte a Ula si stima che questo corrisponda a poco più di 74mila unità lavorative standard. Il combinarsi di queste dinamiche ha determinato un tasso di disoccupazione esteso pari all’8,8%, dato in linea con quello dei mesi precedenti.

La dinamica dei prezzi

Sono l’inflazione e la dinamica dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza a condizionare il disagio sociale. I prezzi hanno registrato una variazione tendenziale dell8,9%, in aumento rispetto l’8,4% del mese di settembre. L’inflazione ha condizionato in maniera pesante la dinamica dei prezzi degli alimentari, anche se le prime stime del mese di novembre indicano una stabilizzazione.

L’erosione progressiva del reddito disponibile inciderà nei comportamenti delle famiglie nel corso dei prossimi messi: la domanda potrebbe rallentare, così come la ripresa e l’occupazione. Questi elementi potrebbero concorrere all’ampliamento dell’area del disagio sociale nel corso dei primi mesi del 2023.