Inflazione e Bce: lecito sperare in un taglio tassi?

1 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

LEGNANO (WSI) – Si ricomincia, in attesa di dati macroeconomici che potrebbero portare ad aumenti di volatilità: di breve, già nella mattinata di oggi. Il mercato ha mostrato una rinnovata forza di dollaro americano che, dall’apertura asiatica è andato a correggere lievemente contro euro, sterlina e soprattutto dollaro australiano, grazie ai dati sul PMI manifatturiero cinese, pubblicati secondo le aspettative degli analisti a 50.1, sopra la fatidica soglia che determina la separazione tra una fase di espansione ed una di contrazione economica.

Oggi, alle ore 11, assisteremo alla pubblicazione dell’inflazione europea che non dovrebbero muovere le aspettative degli analisti circa le future mosse di politica monetaria, anche se una rilevazione inferiore a 1.6% (tali le stime degli analisti) potrebbe innescare delle reazioni sul mercato. Perché? Perché nel momento in cui l’inflazione dovesse continuare a scendere (se il valore fosse sotto 1.4%, rilevazione precedente, questa tesi prenderebbe ancora maggior forza), dal punto di vista delle potenziali mosse da parte della BCE, non ci starebbe male un taglio di tassi, il che è previsto dal mandato della BCE, che deve vigilare sulla stabilità dei prezzi, agendo sui tassi in modo da regolare la quantità di denaro in circolazione.

Una discesa dell’inflazione, unitamente alle ripartenze cui stiamo assistendo sui mercati obbligazionari di tutto il mondo (che sono in grado di drenare liquidità grazie ai rendimenti reali, tornati positivi su molti lidi), potrebbe, se non contrastata da azioni di politica monetaria tese a mantenere un sufficiente livello di liquidità nel sistema, innescare delle spirali pericolose in grado di portare a fenomeni di deflazione (siamo già in disinflazione). E gli investitori, che non si aspettano tagli da parte della BCE, potrebbero punire l’euro con forti vendite.

EurUsd

Il mercato ha provato a rompere a rialzo area 1.3100 prima di compiere una brusca inversione che abbiamo individuato in corso d’opera grazie ad una divergenza ribassista a 30 minuti, che ha portato i prezzi a tentare nuovamente la rottura a ribasso di 1.3000, nuovamente negata. Ci troviamo ora nei pressi della media a 21 oraria, all’interno di pochi punti di lateralità, che potrebbero presto lasciare spazio ad aumenti di volatilità. Curiamo nuovamente l’area di 1.3085 per pensare a vendite di euro, tenendo conto che un superamento di 1.3115 potrebbe lasciare spazio a salite oltre i massimi precedenti. 1.2970 rimane il punto da superare per vedere aumenti di volatilità fino a 1.2925.

UsdJpy

Ottima la tenuta della media a 21 oraria, indicata come supporto dinamico venerdì. Siamo ora sopra 99.00, ancora sopra la media a 21 (sempre su grafico orario) e curiamo l’area di 99.00 come potenziale supporto, che potrebbe essere invalidato nel momento in cui il mercato dovesse oltrepassare a ribasso l’area di 98.70 (per potenziali accelerazioni verso 98.20). Un superamento dei massimi potrebbe portare verso 100.25.

EurJpy

Massimi precedenti praticamente raggiunti su EurJpy che ora si trova sopra la media a 21 oraria. 128.75 il punto di supporto (dato da minimi precedenti) da poter sfruttare per pensare a posizionamenti rialzisti, con 128.50 come livello dove pensare ad eventuali giri ribassisti di mercato, in grado di portare ad aumenti di volatilità verso 128.00, mentre i livelli di massimo toccati prima della discesa lavorata settimana scorsa saranno quelli da seguire per ipotizzare rotture verso 130.60.

GbpUsd

Nuova discesa del cable che sotto 1.5300 ha resistito bene, prima di partire per sotto 1.5200. Siamo ora nei pressi della EMA21 oraria e sotto i punti statici precedenti, il che permette di pensare a potenziali acquisti di dollaro americano fino a quando non verrà superata l’area di 1.5260. In questo caso, ci aspettiamo potenziali tentativi di raggiungimento di 1.5300, con 1.5340 livello da oltrepassare per assistere a risalite decise.

AudUsd

Durante il nostro morning meeting (in trasmissione ogni mattina alle ore 9.30) abbiamo cercato di chiarire il quadro tecnico confuso visto sul dollaro australiano, ipotizzando di poter pensare a vendite sotto la trendline ascendente che ha accompagnato la timida correzione dell’aussie. Il mercato è riuscito a compiere nuovi minimi senza tuttavia raggiungere il livello tondo di 0.9100, che risulta essere il punto principale da seguire per assistere a pesanti discese del dollaro australiano. Operativamente ora ci troviamo sopra la media a 21, il che ci fa dare importanza maggiore ai punti statici passanti per 0.9215. Essi possono essere utilizzati per pensare ad acquisti di dollaro americano, tenendo conto che il mercato potrebbe provare delle estensioni fino a 0.9235 prima di pensare di scendere nuovamente. Un superamento a rialzo di 0.9250 cambierebbe lo scenario, con 0.9285 livello di potenziale accelerazione definitiva sopra 0.9300.

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