Economia

Inflazione e caro bollette tagliano le vendite

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Confesercenti punta il dito contro il caro bollette e l’inflazione, che stanno tagliando le vendite. A poco è servita la buona stagione turistica, i dati Istat di settembre hanno tratteggiato una pesante flessione dei volumi di vendita. I numeri sono negativi se confrontati sia con quelli di luglio 2022 che con quelli di agosto 2021. La preoccupazione maggiore è che questa caduta anticipi un’ulteriore contrazione, che potrebbe essere più marcata: un calo che, secondo Confesercenti, le attività commerciali starebbero già segnalando per il mese di settembre e per i primi giorni di ottobre.

Inflazione e caro bollette: cosa dicono i numeri

A scattare una chiara fotografia dell’effetto dell’inflazione e del caro energia sulle venditeci ha pensato l’Istat. Per le vendite al dettaglio, per il mese di agosto di agosto 2022, è stato stimato un calo congiunturale dello 0,4% in valore e dell’1,1% in volume. Il segno meno, sostanzialmente, condiziona un po’ tutti i settori: i beni non alimentari hanno registrato un calo delle vendite dello 0,3% in valore e dello 0,9% in volume, mentre quelle dei beni alimentari hanno registrato un -0,5% in valore ed un -1,4% in volume.

Numeri in chiaroscuro se si prende in considerazione il trimestre giugno-agosto 2022. Le vendite al dettaglio, in termini congiunturali, crescono dell’1,1% in valore, ma diminuiscono dello 0,7% in volume. Un lieve aumento è stato registrato per le vendite dei beni non alimentari (+0,1%), ma con una diminuzione del valore (-0,7%). Stesso andamento per le vendite dei beni alimentari che aumentano in valore (+2,3%) e calano in volume (-0,6%). Su base tendenziale, ad agosto 2022, le vendite al dettaglio aumentano del 4,3% in valore e diminuiscono del 2,1% in volume. 

Ci rimetteranno le famiglie

A scattare una fotografia di quanto sta accadendo ci ha pensato la Confesercenti, che spiega che l’inflazione, purtroppo, sta facendo il proprio lavoro. Finché sarà loro possibile, le famiglie spenderanno di più, per riuscire ad avere, comunque, una quantità di beni che diminuisce. Il vero problema sarà con il caro bollette, la cui esplosione farà diminuire gli acquisti nell’extra alimentare. In un primo momento diminuiranno gli acquisti dei beni durevoli.

Nel caso in cui inflazione e caro bollette dovessero continuare a gravare sulle famiglie, a diminuire saranno tutti i consumi. Su questo fronte, i numeri che ci aiutano a comprendere cosa possa accadere arrivano dai dati Istat sul risparmio delle famiglie, che mostrano come questo sia stato eroso nel corso del secondo trimestre 2022: la propensione al risparmio è calata di due punti, per mantenere un certo livello di acquisti. Queste risorse, con ogni probabilità, si esauriranno nel corso dei prossimi mesi. Il vero e proprio banco di prova della capacità di resilienza delle imprese della distribuzione commerciale sarà l’autunno. Purtroppo le piccole imprese sono già in debito di ossigeno.

Inflazione: chi sarà più danneggiato

A pagare il dazio più grande all’inflazione, per il momento, sono gli esercizi di vicinato, che hanno registrato un crollo in volume del 4% rispetto ad un anno fa. La contrazione è stata registrata principalmente nel comparto non alimentare. Continua, invece, l’ascesa del commercio elettronico, che sta continuando ad operare in regime di completa deregulation. L’e-commerce si prepara all’arrivo del Natale con le promozioni online che hanno raddoppiato la propria presenza. Uno scenario che rende particolarmente difficile la vita per i negozi di vicinato che sono condizionati dall’aumento dei costi energetici e che, con ogni probabilità, non potranno vendere in sconto, dovendo subire una concorrenza da parte dell’online che non è certamente virtuosa.