Industria auto, Marchionne: capacita’ in eccesso del 20% in Europa

28 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – La capacita’ produttiva delle case automobilistiche europee e’ in eccesso del 20%: urge una soluzione comune Ue.

A lanciare l’allarme e’ l’AD di Fiat, Sergio Marchionne. Secondo quanto riportato da Bloomberg il manager svizzero-canadese ha dichiarato che l’industria ha bisogno di ristrutturarsi, “i prezzi non sono piu’ sostenibili”.

Dal momento che la capacita’ produttiva e’ di un quinto sopra i livelli ideali, il mercato dell’auto in Europa sara’ “relativamente difficile” nel 2012, mentre il mercato in Nordamerica si comportera’ meglio. Buone anche le indicazioni ricevute finora dall’America Latina.

Marchionne e’ intervenuto durante una conferenza stampa della ACEA, in corso a Bruxelles, n qualità di presidente dell’associazione europea dei produttori di auto.

Sul governo Monti “nel poco tempo che ha avuto”, spiega Marchionne, “ha fatto un grandissimo lavoro di spostare in avanti l’agenda del paese”. Ma e’ necessario dare all’esecutivo ancora del tempo “per vedere come si chiude la partita” della riforma del lavoro. “La risposta e’ chiara ma il discorso è delicato – ha aggiunto – gli obiettivi sono molto chiari: “bisogna trovare condizioni di flessibilita’ che rendano il paese attraente anche per gli altri”.

Flessibilita’ su cui peraltro ruota la visione del mercato del lavoro: “Sono convinto che esistono le condizioni per creare la flessibilita’ buona: quello che dobbiamo fare e’ abbandonare gli schemi del passato”.

“Se io potessi fare solo una cosa, probabilmente creerei un ambiente del lavoro flessibile per gestire la domanda e l’offerta”, ha risposto cosi’ il numero uno dell’azienda torinese a chi gli chiedeva qual e’ la cosa più importante da fare per cercare di risolvere il problema dell’eccesso di capacita’ del mercato automobilistico europeo.

Sul futuro della produzione Fiat e sui nuovi mercati: “spero – ha aggiunto – “che inizieremo a produrre il primo modello jeep in Russia “in uno dei due stabilimenti (Mosca o San Pietroburgo) entro il 2013”.