Indici azionari ai massimi storici: mercati fragili e vicini ad un bivio

28 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Per la terza volta nel 2019, i mercati azionari sono vicini ai livelli record degli ultimi anni e alcuni stanno persino raggiungendo i massimi storici.
La maggior parte degli indici hanno più che compensato le proprie perdite nell’ultimo trimestre del 2018 e sono nuovamente aumentate di quasi il 20%

La scorsa settimana, i segnali di progressi nelle trattative commerciali USA-Cina hanno spinto al rialzo i listini azionari, con il Nasdaq100 che negli USA ha registrato un nuovo massimo storico, mentre l’indice S&P500 si è portato marginalmente sotto il livello record registrato a luglio.
Se le notizie contrastanti relative alla Brexit, ai negoziati commerciali Cina-USA e all’instabilità della situazione in Medio Oriente hanno avuto un impatto sul sentimento degli investitori diffondendo il panico temporaneo, alla fine hanno avuto un impatto molto limitato sui livelli degli indici.

Come muoversi sui listini

Ma cosa succederà dopo che gli indici azionari raggiungeranno i massimi record è la domanda che si pone Gilles Prince, Chief Investment Officer di Edmond de Rothschild.

I principali punti interrogativi – scrive l’analista – riguardano il possibile innesco in grado di rigenerare le prospettive di crescita e come spingere in alto i mercati azionari nel lungo termine.
A rassicurare sia le imprese che gli investitori potrebbero essere la conclusione di un accordo tra l’Unione Europea e il Regno Unito o la ratifica di un accordo commerciale, anche parziale, tra la Cina e gli Stati Uniti. Ma non bastano.

Una politica di stimolo fiscale in Europa, e anche in Cina, darebbe maggior peso a politiche monetarie che, pur essendo accomodanti, si stanno esaurendo. Un annuncio estremamente importante in termini di politica fiscale europea sembra improbabile a stretto giro e l’attuazione di una tale politica rappresenterebbe un ulteriore ostacolo.

Tra i fattori negativi che al contrario potrebbero invertire la tendenza vi sono il rallentamento della crescita economica globale e gli indicatori anticipatori che continuano a puntare a sud (ad esempio in Cina).

A nostro avviso, i mercati sembrano fragili e prossimi ad un bivio, mentre gli indici di borsa sono vicini ai massimi. Ridurre l’esposizione all’equity può sembrare una scelta logica per realizzare una presa di profitto quest’anno, ma, alla luce degli elementi che abbiamo già analizzato, una scelta del genere può rappresentare un costo opportunità.
Di conseguenza, preferiamo continuare a rimanere investiti.
Il posizionamento settoriale e la gestione attiva del rischio di correzione, in particolare attraverso l’utilizzo di prodotti derivati o strutturati, faranno la differenza.