“Indebolire l’euro? Missione impossibile per Draghi”

14 Febbraio 2018, di Mariangela Tessa

Mario Draghi è alle prese con una missione impossibile, ovvero quello di indebolire l’euro. La pensano cosí molti analisti che, alla luce dei rialzi della moneta unica in questo inizio d’anno, mettono in dubbio la capacità del presidente della Bce di rallentare la corsa dell’euro sul dollaro.

Una corsa che mette potrebbe far saltare la stabilità dei prezzi, auspicata dall’istituto di Francoforte. Non solo. Un euro forte rischia inoltre di mettere un freno all’export dei prodotti europei, perché più cari sui mercati internazionali.

Complice un’economia in crescita e ridotti rischi politici, da inizio anno l’euro è cresciuto di quasi il 3% rispetto al dollaro statunitense. Questo avviene in un momento in cui la BCE sta valutando di ridurre gli stimoli monetari, con l’obiettivo di alimentare i prestiti e dare una spinta all’inflazione.

Nell’ultima conferenza stampa della BCE, Draghi ha ammesso che la recente volatilità dei cambi è stata “fonte di incertezza” e ha ribadito allo stesso tempo che l’obiettivo primario della BCE resta l’inflazione e non il tasso di cambio come succede per altre banche centrali.

In questo contesto, gli gli analisti credono che, anche volendo, Draghi non sarebbe in grado di indebolire l’euro. È di questa opinione Thu Lan Nguyen, analista Forex presso Commerzbank:

“La BCE ha esaurito gli strumenti di politica monetaria espansiva per indebolire la valuta (rialzi dei tassi e allentamento quantitativo ndr)”. 

Un’opinione analoga è espressa anche dagli esperti di Ing, che prevedono un cambio euro/dollaro a 1,30 euro entro fine anno. Un valore in rialzo rispetto alle quotazioni di questa mattina: all’apertura delle borse europee l’euro/dollaro si muoveva in direzione di 1,24, intorno a 1,2386.