Incertezza Brexit mette il turbo agli investimenti nell’Ue

10 Giugno 2019, di Mariangela Tessa

Fuga degli investitori stranieri dal Regno Unito che, complice l’incertezza della Brexit, preferiscono mettere a frutto i loro fondi nei paesi dell’Unione europea.

È quanto emerge da un’analisi del Financial Times, da cui emerge che dal 2016, anno del referendum sulla Brexit, fino al primo trimestre del 2019, l’ammontare totale del capitale cross-border investito nell’UE27 è salito del 43% rispetto ai tre anni precedenti fino a raggiungere 340 miliardi di dollari, secondo fDi Markets.

Il maggiore aumento è venuto dalle società europee che investono oltre i loro confini nazionali. Nello stesso periodo, il capitale investito da imprese straniere in progetti nel Regno Unito è diminuito del 30%  a $ 85 miliardi, nonostante un leggero aumento nel 2018.

“È chiaro che i paesi vicini stanno iniziando a raccogliere i frutti dell’incertezza causata dalla Brexit”, ha commentato Christine McMillan di fDi Markets, spiegando il trend in atto negli ultimi anni.

Sul fronte Brexit, intanto, dopo le dimissioni di venerdì scorso di Theresa May, entra nel vivo la corsa per la successione. Boris Johnson, favorito per la successione come leader Tory e prossimo primo ministro del Regno Unito, ha già minacciato  l’Ue: o si trova un accordo migliore per “il divorzio” oppure Londra non pagherà il conto d’uscita. Il riferimento, tutt’altro che nascosto, è ai 39 miliardi di sterline sottoscritti dal Governo May come liquidazione delle pendenze dovute per poter lasciare il club europeo.

Una minaccia che dice di voler attuare se lui dovesse effettivamente diventare il nuovo premier del Regno Unito.

“I nostri amici e partner devono capire che terremo i soldi finché non avremo maggiore chiarezza sulla strada da percorrere”, afferma il capofila dei Brexiteers, ex sindaco di Londra ed ex ministro degli Esteri, in un’intervista al Sunday Times, secondo il quale la sopravvivenza del Partito conservatore dipende dall’uscita dall’Ue entro il 31 ottobre (che è la nuova scadenza massima fissata), con o senza accordo.