In pensione a 67 anni: governo e sindacati vogliono bloccare lo scatto

12 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Tema caldo che occupa l‘agenda di governo nelle ultime settimane sono ancora le pensioni e soprattutto l’aumento dell’età per andare in pensione su cui i sindacati chiedono un blocco a gran voce. Blocco che ora è proposto  a gran voce anche nel mondo politico.

L’aumento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019 non s’ha da fare. Questo l’oggetto di una proposta di legge a firma di Maurizio Sacconi e Cesare Damiano, entrambi ex ministri del lavoro.

La proposta bipartisan di Sacconi e Damiano prevede il blocco dello scatto previsto dal 1 gennaio 2019 per l’età pensionabile, per cui l’accesso alla pensione di vecchiaia salirebbe da 66 anni e 7 mesi a 67 anni per poi arrivare nel 2021 a 67 anni e 3 mesi, 68 anni e 1 mese nel 2031, 68 anni e 11 mesi nel 2041 fino a 69 anni e 9 mesi nel 2051.

“Siamo una strana coppia (…) Abbiamo opinioni diverse per molte cose, ma questa situazione emergenziale ci ha spinto ad agire insieme per dire che quando è troppo è troppo (…) Occorre affrontare tempestivamente in termini unitari questo argomento molto caldo, che riguarda la vita dei cittadini, anche perché è estremamente contraddittorio che si sia fatta una battaglia per la flessibilità con l’introduzione dell’Ape e insieme ci sia un innalzamento automatico dell’età della pensione: È un andamento a zig zag inconcepibile”.

Far scattare l’aumento sarebbe inconcepibile, dice Damiano in conferenza stampa presentando insieme a Sacconi la sua proposta, ossia inserire con la relativa copertura una norma nella prossima legge di bilancio per allungare l’adeguamento o evitare lo scatto nel 2019.