In pensione 4 mesi più tardi, ma uscita lavoro più flessibile

25 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il ministro del Lavoro Poletti ha un piano per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro e controbilanciare così l’innalzamento di 4 mesi dell’età pensionabile dall’anno prossimo.

Il neo presidente dell’Inps Tito Boeri ha in mente di offrire un reddito minimo agli over 55 che non hanno più un impiego ma nemmeno i requisiti per andare in pensione.

Sulle coperture gli 1,5 miliardi di euro stimati potrebbero essere reperiti con i risparmi ottenuti all’interno della gestione speciale della protezione sociale.

Intanto il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano sta lavorando sul fronte delle pensioni flessibili. L’esponente del PD è primo firmatario del disegno di legge sulla flessibilità in uscita, che punta a permettere l’accesso alla pensione dei lavoratori al compimento dei 62 anni a condizione di aver maturato 35 anni di contributi, con una penalizzazione massima dell’assegno pensionistico dell’8%.

Riducendosi la penalizzazione, al raggiungimento del traguardo dei 66 anni di età si raggiungerebbe il 100% dell’assegno. Il testo prevede inoltre una specie di premio del 2% per chi rimanda l’accesso alla pensione fino al 70esimo anno di età.

Riguardo all’estensione dell’età pensionabile era stata una circolare dell’Inps a mettere in stato di allerta i lavoratori italiani nei giorni scorsi: nel documento dell’ente di previdenza si precisava che tra il 2016 e il 2018 gli uomini andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi, quattro mesi più tardi rispetto a prima prima.

In realtà la normativa non costituisce affatto una novità. Il decreto del ministero dell’Economia serve difatti ad adeguare il pensionamento all’incremento della speranza di vita.

Quanto alle donne, nel settore privato andranno in pensione di vecchiaia a 65 anni e sette mesi (66 anni e sette mesi nel 2018) mentre le lavoratrici autonome andranno in pensione di vecchiaia a 66 anni e un mese (66 anni e sette mesi nel 2018).

Le dipendenti pubbliche vanno in pensione di vecchiaia alla stessa età degli uomini (66 anni e sette mesi). La pensione anticipata dal 2016 rispetto all’età di vecchiaia si potrà percepire con 42 anni e 10 mesi se uomini e 41 anni e 10 mesi se donne.

(DaC)