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In Italia quasi 40mila contribuenti pagano poche tasse legalmente: ecco chi sono e perché

L’Italia è un paradiso fiscale? Sì, ma solo per 37.331 contribuenti che, trasferendo nel Belpaese la loro residenza, pagano poche tasse. Così emerge dalle dichiarazioni dei redditi 2023 relative all’anno d’imposta 2022 aggiornate dal Dipartimento delle Finanze a fine aprile.

Il riferimento è al regime dei cosiddetti lavoratori impatriati che dal 2024 ha subito delle modifiche e alla flat tax al 7% per i pensionati. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Pensionati che si trasferiscono al Sud: flat tax al 7%

Sull’esempio di numerosi altri paesi, l’Italia ha introdotto regimi fiscali di favore per chi trasferisce la propria residenza in Italia.

Così i contribuenti titolari di pensioni estere che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, in uno dei Comuni appartenenti al territorio delle Regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20mila abitanti, beneficiano di un’imposta sostitutiva pari al 7%. L’opzione è valida per i primi 5 anni successivi a quello in cui essa viene esercitata, a patto che non si verifichino le condizioni che possono determinarne la revoca.

I dati del Mef: ecco chi sono i neo residenti che pagano meno tasse

Ebbene dalla fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze con le ultime dichiarazioni rese disponibili – stando sempre ai dati dell’anno d’imposta 2022 (dichiarazioni 2023) – emerge che a scegliere la residenza in una regione del Sud, sfruttando così tale regime agevolato, sono stati 474 soggetti che hanno dichiarato reddito da pensione estera per un importo di 19 milioni di euro (40.210 euro in media) e un totale di redditi di fonte estera di 28,7 milioni di euro. L’imposta sostitutiva dichiarata ha sfiorato i 2 milioni di euro.

Lavoratori impatriati: il regime fiscale di favore

Fino al 2023 è stato in vigore un regime di tassazione agevolata temporaneo per i lavoratori che trasferivano la residenza in Italia. Nel dettaglio, nel periodo d’imposta in cui la residenza viene trasferita e nei successivi 4, il reddito di lavoro dipendente (o a esso assimilato) e di lavoro autonomo prodotto in Italia concorreva alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% dell’ammontare ovvero al 10% se la residenza è presa in una delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Da quest’anno il regime di tassazione agevolata per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia a partire dal periodo d’imposta 2024 segue regole diverse. In particolare i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, i redditi di lavoro autonomo derivanti dall’esercizio di arti e professioni prodotti in Italia entro il limite annuo di 600.000 euro concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

Tale regime è applicabile quando ricorrono le seguenti condizioni:

  • i lavoratori si impegnano a risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni
  • i lavoratori non sono stati fiscalmente residenti in Italia nei tre periodi d’imposta precedenti il loro trasferimento
  • l’attività lavorativa è prestata per la maggior parte del periodo d’imposta nel territorio dello Stato
  • i lavoratori sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione o specializzazione.

Il regime per i lavoratori impatriati si applica a partire dal periodo di imposta in cui è avvenuto il trasferimento della residenza fiscale in Italia e nei quattro periodi d’imposta successivi. Se la residenza fiscale in Italia non è mantenuta per almeno quattro anni, il lavoratore decade dai benefici e si provvede al recupero di quelli già fruiti, con applicazione dei relativi interessi.

Inoltre, la legge prevede un ulteriore trattamento di favore in caso di lavoratori con figli minorenni. In questo caso, i redditi concorrono alla formazione del reddito complessivo per i 40% del loro ammontare se il lavoratore si trasferisce in Italia con un figlio minore, in caso di nascita di un figlio oppure di adozione di un minore durante il periodo di fruizione del regime agevolato.

Ebbene, secondo i dati del Mef, il regime degli impatriati nel 2023 ha coinvolto oltre 32.600 lavoratori dipendenti per un ammontare lordo medio da lavoro dipendente di 114.501 euro.