In Canada salario minimo alzato +21%: aziende in rivolta

9 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Il 1 gennaio 2018 nell’Ontario, la provincia più popolata del Canada, è entrato in vigore un provvedimento che alza il salario minimo orario del 21% a 14 dollari canadesi dai precedenti 11,60. Un ottima notizia per i lavoratori, senonché alcuni datori di lavoro hanno ridotto le ore di lavoro e i benefici per ridurre l’impatto del nuovo provvedimento sui profitti. L’innalzamento del salario minimo era visto dal partito liberale a capo della provincia come una misura per garantire meglio il sostentamento degli abitanti della regione, dove si trovano le città di Toronto e Ottawa, capitale del Canada.

Gli imprenditori non hanno però accolto con favore il cambiamento e hanno introdotto blocchi alle assunzioni, ridotto le ore di lavoro degli impiegati e aumentato i costi dei benefits. Il Conference Board of Canada, un istituto indipendente di ricerca, aveva stimato che il cambiamento avrebbe spostato circa 5 miliardi di dollari nelle tasche dei lavoratori.

Ora ritiene che le contromisure attuate dalle aziende potrebbero comportare la perdita di 42 mila posti di lavoro entro la fine del prossimo anno, come ha dichiarato per il Conference Board Michael Burt. Le imprese sostengono che l’aumento delle retribuzioni è troppo oneroso per loro e che è stato deciso solo per ottenere punti per i liberali al governo dell’Ontario, che devono affrontare le elezioni provinciali a giugno.

Particolare rilievo ha avuto il caso dei franchisee di Tim Hortons, nota catena di fast food canadese che hanno eliminato alcuni benefici ai dipendenti dopo l’aumento del salario minimo. Kathleen Wynne, premier dell’Ontario, ha detto che le imprese che non si stanno conformando alla legislazione sono una minoranza ma che si tratta di casi molto gravi. Wynne ha accusato Tim Hortons di opprimere i lavoratori.