Imu e Iva: il piano del governo

21 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non di sola Imu consterà l’agenda del governo nel prossimo consiglio dei ministri, ma anche nelle prossime settimane. Con la ripresa autunnale, infatti, ci sono una serie di provvedimenti in scadenza che richiedono una tempestiva risposta.

Iva
Insieme all’Imu è un altro dei grandi temi del contendere. Ora l’aliquota base dell’imposta sul valore aggiunto è al 21%. Confcommercio ha da sempre lamentato che una così alta aliquota costituisce una mazzata depressiva sui consumi interni, motore vero della possibile ripresa. Fu il governo Monti a settembre dello scorso anno a innalzare l’aliquota a questi valori, con una minaccia ulteriore, e cioè che a luglio del 2013 di aumento ce ne sarebbe stato un altro fino ad arrivare al 22%. Già il primo aumento fu talmente nocivo per i consumi che – paradossalmente – con l’aumento dell’aliquota diminuì il gettito , di poco, ma comunque il dato era indicativo e allarmante. Da lì il tentativo dell’attuale governo di congelare l’aumento al 22% che doveva scattare dal primo luglio scorso. Anche qui, come per l’Imu, si optò per la proroga. Ora, però, a ottobre si dovrà prendere la decisione definitiva. Il governo ha già detto che l’aumento non ci sarà. Però bisognerà trovare un altro miliardo per far fronte al buco che si creerà.

Service Tax

Dal 2014 una nuova tassa accorperà quello che era il gettito Imu con le varie tasse comunali relative all’erogazione dei servizi (per esempio la nettezza urbana). La Tares , cioè la tassa che attualmente copre i servizi locali, doveva conoscere un incremento che sarebbe stato calcolato sulle dimensione della casa (30 centesimi al metro quadro). Anche questo incremento non ci sarà, ma la tassa ventura dovrà comunque coprire Tares e Imu e magari anche i mancati aumenti di ora e sarà – lo hanno detto vari esponenti del governo – una tassa molto federale, che lascerà un’ampia discrezionalità ai comuni. Compresa la possibilità di porre una tassazione sulla prima casa. Possibile?

Debiti della P.a.

Ne ha parlato il presidente del Consiglio al Meeting di Rimini, e il tema è stato ripreso anche dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato: occorre trovare una soluzione all’annoso problema dei debiti che le pubbliche amministrazioni hanno con le imprese (90 miliardi). Una prima tranche di questi debiti è in fase di saldo, una seconda (che porterà l’ammontare a 40 miliardi per il 2013) arriverà entro l’anno. L’obiettivo è di saldare tutto entro il ’14. Tra le ipotesi che ora il governo sta studiando c’è anche quella della compensazione tra le imposte e crediti, ma con una serie di difficoltà, perché mentre le imposte vengono pagate allo Stato, il crediti delle aziende sono con vari amministrazioni locali e di vario genere. Anche su questa materia il governo dovrà trovare una proposta condivisa e sostenibile economicamente.

Precari

La questione dei precari della pubblica amministrazione sta diventando un problema urgente anche perché si è incancrenita negli anni. Il ministro della Funzione pubblica Giampiero D’Alia si dispone a presentare un mix di proposte che vanno da alcuni concorsi riservati a chi abbia maturato almeno tre anni di contratto a tempo determinato nell’arco degli ultimi cinque anni, fino alla proroga di due anni (da dicembre 2014 a dicembre 2016) per altri contratti a termine. A fronte di questo si cercherà di attuare quanto già previsto dal governo Monti, e cioè una riduzione del personale di circa 8 mila unità consentendo a chi ne ha i requisiti di andare in pensione secondo le norme pre-Fornero.

Tagli

Il governo ha annunciato (e ora dovrà provvedere con apposite misure) anche ad alcuni tagli al parco delle auto di servizio e una ulteriore sforbiciata alle consulenze esterne che da sole valgono oltre un miliardo di euro.

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