Economia

Aziende, quali fatturano di più al mondo?

Ogni anno la rivista “Fortune” elabora la Global 500, la classifica delle maggiori aziende al mondo, ordinate per ricavi. Non va confusa con la Fortune 500, che invece è il ranking delle sole imprese americane.

Le aziende della Fortune Global 500 2022 sono classificate in base ai ricavi totali per i rispettivi anni fiscali terminati entro il 31 marzo 2022. Tutte le aziende nell’elenco devono pubblicare dati finanziari e segnalare parte o tutti i dati a un’agenzia governativa. Le cifre sono quelle riportate dalle imprese e i confronti sono con le cifre dell’anno precedente come originariamente riportate per quell’anno.

Come determinare la ricchezza di un’azienda

La rivista “Fortune” determina la ricchezza delle aziende sulla base di un solo criterio: il fatturato. Quest’ultimo è pari alla somma di tutti i ricavi delle vendite e/o delle prestazioni di servizi nonché degli altri ricavi e proventi ordinari di un’azienda nell’anno di imposta che si origina a fronte delle fatture emesse.

La classifica delle aziende con maggior fatturato al mondo

1. Walmart (USA)

2. Amazon.com (USA)

3. State Grid (Cina)

4. China National Petroleum (Cina)

5. Sinopec (Cina)

6. Saudi Aramco (Arabia Saudita)

7. Apple (USA)

8. Volkswagen (Germania)

9. China State Construction Engineering (Cina)

10. CVS Health (USA)

La classifica italiane delle aziende con maggior fatturato

Di fronte a questi numeri sembra quasi impossibile possano competere organizzazioni nostrane e, invece, sono 5 le italiane nella lista delle maggiori aziende al mondo, più due ‘olandesi’ (Stellantis ed Exor): Assicurazioni Generali, Enel, Eni, Intesa Sanpaolo e Poste Italiane.

Unicredit è invece uscita dalla classifica perché i ricavi da 17,95 miliardi registrati nel 2021 non sono bastati per far parte della Fortune Global 500 2022. Già lo scorso anno la banca, ora guidata da Andrea Orcel, era l’ultima delle italiane, quasi a fondo classifica, alla posizione 469 (dalla posizione 425 dell’anno precedente).

La Fortune Global 500 di quest’anno riflette un altro importante cambiamento, che forse è stato il più grande spostamento di equilibri del panorama automotive nel 2021 e negli ultimi anni: se prima la holding degli Agnelli Exor occupava la posizione numero 37 grazie al controllo del gruppo Fca, ora ha dovuto abdicare in favore della neonata Stellantis, nata dal ‘reverse merger’ con cui Fca e Peugeot si sono unite nel 2021, dopo il deconsolidamento di Fca da Exor, che ha perso così un 65% di ricavi rispetto al ranking precedente, scendendo alla posizione 293.

Stellantis ha perciò preso il posto di Exor nella top 50 della classifica, mentre la holding olandese degli Agnelli-Elkann è diventata recentemente ancora meno italiana, annunciando lo spostamento delle sue azioni (16 miliardi di capitalizzazione) dalla Borsa di Milano a quella di Amsterdam, dove c’è la sede legale di Exor.

Di tutte le new entry dell’edizione di quest’anno, Stellantis (che ha sede legale sempre ad Amsterdam) è quella con la posizione più alta: la numero 29, con un fatturato 2021 da 176 miliardi di dollari.

A seguire troviamo Assicurazioni Generali nella posizione numero 72 (dalla 73 dell’anno scorso), con ricavi per 117 miliardi di dollari (+20%)

Il balzo storico di Enel e Eni testimonia la ripartenza post pandemica del settore energetico: nel 2021 il gigante italiano dell’elettricità era sceso al 118esimo posto in classifica, dall’87esimo dell’anno precedente. Nel 2022, con un balzo di quasi 30 posizioni, è passata al 90esimo posto, con 104 miliardi di dollari di ricavi per un incremento del 40%.

Ancora più impressionante il risultato di Eni, passata dalla posizione 216 alla 111, con 91 miliardi di dollari di ricavi per un incremento di quasi l’80%. Un dato opposto all’anno precedente, quando il cane a sei zampe aveva registrato un -37% alla voce entrate e un -6039% alla voce profitti.

Il quarto gigante italiano della Fortune Global 500 è Intesa Sanpaolo, che ha perso 7 posizioni, da 291 a 298, con 46,5 miliardi di dollari di entrate e un incremento del 13%.

Ultima delle grandi imprese del nostro Paese è Poste Italiane, che perde più di 20 posizioni, dalla 355 alla 378. Aumentano però le entrate, a 37 miliardi di dollari (+9,6%).