Immobiliare: sempre più pensionati acquistano la casa per le vacanze, pochi per investimento

8 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Nel primo semestre del 2019 l’8,2% degli acquisti immobiliari è stato effettuato da soggetti in pensione. Lo rivela un’indagine realizzata dal Gruppo Tecnocasa secondo cui un anno fa (primo semestre 2018) la percentuale era sostanzialmente uguale e si attestava all’8,0%. Anche rispetto a 2 anni fa la percentuale è rimasta alquanto invariata.

Immobiliare: le scelte dei pensionati quando acquistano

Secondo l’indagine, i pensionati nel 65,7% dei casi hanno comprato l’abitazione principale, il 24% ha acquistato per investimento ed infine il 10,3% ha scelto la casa vacanza. Rispetto ad un anno fa aumenta la percentuale di acquisti di casa vacanza (+1,0%), mentre la componente investimento è in lieve ribasso (-0,7%). Solo il 12,0% degli acquisti è stato effettuato con l’ausilio di un mutuo, mentre l’88,0% delle compravendite è avvenuto senza l’intervento da parte di istituti di credito.

Quale tipologia immobiliare acquistano maggiormente i pensionati? In pole position troviamo i trilocali (37,2%), seguiti dai bilocali (28,5%) e dai quattro locali (15,5%); ville, villette, rustici, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme l’11,4% degli acquisti. Percentuali molto simili si registravano anche nel primo semestre del 2018. Inoltre il 64,7% dei pensionati che ha acquistato attraverso le agenzie affiliate al Gruppo Tecnocasa è una coppia oppure una coppia con figli, il 19,7% è single, il 13,4% è vedovo e il 2,2% è separato/divorziato.

Immobiliare: le scelte dei pensionati quando vendono

Spostando l’attenzione sui pensionati che vendono casa, dall’indagine di Tecnocasa risulta che il 27,9% di coloro che hanno venduto casa è un soggetto in pensione. Il 50,9% dei pensionati ha venduto per reperire liquidità, il 37,2% per migliorare la qualità abitativa e l’11,9% per trasferirsi. Infine aumenta la percentuale di coloro che vendono per migliorare la qualità abitativa, si passa infatti dal 22,4% del primo semestre del 2018 all’attuale 37,2%.