Immobiliare: piccoli negozi di quartiere nel radar degli investitori

16 Giugno 2020, di Mariangela Tessa

Dopo la fine del lockdown, i piccoli risparmiatori, sembrano nuovamente interessati ad investire, in particolare nei negozi. Dai dati delle compravendite realizzate da Tecnocasa e Tecnorete, emerge che nei primi tre mesi del 2020, il 61% degli acquisti di negozi ha avuto come scopo la messa a reddito.

Nella maggioranza dei casi sono tagli inferiori a 60 mq.

Tutto questo mentre per i canoni di locazione sono già in atto rinegoziazioni e ci si aspetta una contrazione almeno fino alla fine dell’epidemia e, forse, anche oltre se l’impatto economico dovesse essere importante, in particolare per alcune categorie commerciali.

Stesso trend al ribasso è sui prezzi perché è nell’aria un aumento di offerta di spazi, soprattutto commerciali, e potrebbe esserci chi sarà pronto ad occuparli soprattutto se in posizioni interessanti.

Primo trimestre in calo per le compravendite

Va ricordato che gli effetti della pandemia si sono inevitabilmente avvertiti sulle compravendite: nei primi tre mesi del 2020, sempre secondo i dati Tecnocasa, si è registrato un calo del 17,2% per gli uffici, del 17,5% per gli immobili commerciali e del 22,8% per il produttivo.

L’impatto del coronavirus si è fatto sentire sul segmento dei negozi, con un calo delle richieste di chi voleva aprire un’attività commerciale e che rimanda a tempi migliori e aspetta anche di capire se la concessione delle nuove licenze non sia condizionata a determinati requisiti da cui possa dipendere la tipologia di immobile ricercata.

Subito dopo la riapertura però le agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete specializzate negli immobili per l’impresa hanno comunque registrato la volontà di aprire soprattutto attività di quartiere legate alla vendita di prodotti alimentari.

Quindi la riscoperta della prossimità avvenuta negli ultimi anni e che aveva portato diverse catene della media grande distribuzione ad aprire punti vendita i questo senso ha avuto un’ulteriore spinta dal lockdown. A questo fenomeno ha contribuito anche il massiccio ricorso allo smart working.

Come è andato il 2019

Il 2019 per il comparto degli immobili per l’impresa si è chiuso con compravendite in aumento per negozi (+6,5%) ed uffici (+4,8%) e stabilità degli scambi per i capannoni. I prezzi ed i canoni di locazione sono risultati in leggero ribasso ad eccezione per le locazioni dei capannoni.

Infatti, questi ultimi hanno registrato un aumento dei canoni delle tipologie nuove pari a +0,7% e di quelle usate di +0,8%, mentre i prezzi sono in diminuzione rispettivamente dello 0,7% e dell’1,1%.

I negozi registrano una contrazione più marcata per i prezzi: -2,2% per le soluzioni su vie di passaggio e -2,6% per quelle in vie di basso transito. Il valore degli affitti è diminuito rispettivamente dell’1,5% e dell’1,6%. Sul comparto uffici i canoni sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,3% per le tipologie nuove ed usate) mentre i prezzi segnalano una contrazione dell’1,3% per le soluzioni nuove e dell’1,5% per quelle usate.