Immobiliare: nel primo semestre boom di investimenti nell’alberghiero

9 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

In Italia si contano 33 mila alberghi e 1,1 milioni di camere, il più grande portafoglio ricettivo in sede europea, seguita da Germania e Spagna e in terza posizione assoluta a livello mondiale. In questo scenario, il settore dell’hotellerie in Italia è molto vitale tanto che nel primo semestre dell’anno si contano 2 miliardi di euro di investimenti, che rappresentano il 42% di quelli immobiliari totali. I numeri sono quelli dell’aggiornamento annuale dello studio prodotto da CRIF RES – la divisione del Gruppo CRIF specializzata nei servizi valutativi e tecnici per il real estate e leader nel mercato bancario.

Gli investimenti

Secondo lo studio, lo scorso anno il mercato degli investimenti alberghieri in Italia ha toccato quota 1 miliardo di euro, numeri importanti anche se in flessione del 5% rispetto all’anno precedente, contro il 20% nel mercato degli investimenti immobiliari nel complesso.
Oltre la metà degli investimenti alberghieri in Italia proviene dall’estero e, di questa, un quarto è di origine extraeuropea. Per quanto riguarda la loro destinazione, circa la metà è concentrata su Roma, seguita a distanza da Milano, Venezia e Firenze. Il 2019 è partito con un ottimo risultato per il settore contabilizzando investimenti nell’ordine dei 2 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno, ovvero ben il 42% del totale degli investimenti immobiliari totali, un vero e proprio boom dice lo studio.

Il valore delle strutture alberghiere in Italia

Le strutture alberghiere italiane stanno rispondendo alle nuove esigenze del mercato, dotandosi di strutture e servizi adeguati e posizionandosi verso una fascia medio/medio-alta. Guardando alla distribuzione tipologica delle strutture ricettive nelle diverse zone urbane, lo studio di CRIF RES mette in luce che gli hotel sono maggiormente ubicati nel centro delle città, mentre pensioni, residence, villaggi turistici e Bed & Breakfast sono più frequentemente localizzati in aree periferiche. I B&B, poi, sono alquanto diffusi anche nelle zone classificate come agricole.

Guardando ai valori medi unitari delle strutture ricettive, i villaggi turistici sono quelli con i dati medi ad essi associati più elevati, mentre quelli in aree semicentrali denotano i valori più elevati in assoluto. In relazione al valore medio degli alberghi invece, il dato medio più elevato si registra a Milano, con quasi 20 milioni di €, seguita da Firenze, con 17 milioni, e da Roma, con 11 milioni. Il valore medio per camera nelle grandi città d’arte (calcolato come rapporto fra il valore medio complessivo delle strutture alberghiere e il numero delle camere presenti) a Venezia  e a Firenze risulta pressoché di pari entità (rispettivamente con 227.000 e 224.000 €). Seguono Roma, con 180.000 €, e Milano, con 163.000 €.
Per quanto riguarda le località turistiche, invece, il picco si registra a Livigno, con 170.000 € in media a camera, seguita dalla Riviera ligure di Levante (140 mila €), dalla Costa Smeralda (130 mila €), dal Lago di Como (123 mila €), sino ai 69.000 € della Riviera Romagnola.