Immobiliare italiano: investimenti in crescita nel primo trimestre del 2026. Retail e alternativi al top
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Il mercato immobiliare istituzionale italiano apre il 2026 con segnali di tenuta e una dinamica ancora positiva sul fronte degli investimenti, nonostante il contesto internazionale resti caratterizzato da incertezza geopolitica e condizioni finanziarie non del tutto stabilizzate.
Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di BNP Paribas Real Estate, il primo trimestre dell’anno si è chiuso con circa 2,99 miliardi di euro di investimenti complessivi. Il dato segna un incremento di circa il 14% rispetto allo stesso periodo del 2025 e conferma il terzo anno consecutivo di crescita per il settore. Non solo: il volume registrato risulta anche superiore alla media storica, con un +24% rispetto alla media dei cinque anni e un +44% rispetto a quella decennale, escludendo le operazioni di M&A.
Immobiliare: retail e settori alternativi guidano il mercato
A trainare il mercato sono soprattutto alcune asset class specifiche. Il comparto Retail si avvicina al miliardo di euro di investimenti complessivi e rappresenta uno dei segmenti più dinamici del trimestre, sostenuto da tre operazioni di grandi dimensioni nel segmento out-of-town e da un interesse crescente da parte degli investitori internazionali. Su base annua, il settore registra una crescita del 76%.
Molto forte anche la performance degli asset alternativi, che comprendono living, healthcare e leisure. Questo segmento mostra un balzo dei volumi pari a circa il 303% rispetto al primo trimestre 2025, arrivando a pesare complessivamente per circa il 33% del totale investito. All’interno del comparto, il living rappresenta la quota principale, con il 44% del volume degli alternativi e una crescita annua del 134%, seguito da healthcare e leisure.
Industrial, hospitality e uffici più cauti
Più contenuta invece la dinamica degli altri segmenti, che risentono maggiormente del quadro macroeconomico e delle incertezze globali. L’industriale e logistico rappresenta circa il 15% del volume complessivo, mentre l’hospitality si attesta al 14% e gli uffici al 13%. Proprio questi ultimi mostrano la performance più debole, con una contrazione significativa rispetto ai livelli del primo trimestre 2025, pari a circa il 38%, pur rimanendo più vicini alle medie storiche di lungo periodo rispetto ad altri segmenti. Anche la logistica registra un lieve arretramento del 7%, mentre l’hospitality segna un calo più contenuto, pari a circa l’1% su base quinquennale.
Nel complesso, il quadro del primo trimestre 2026 evidenzia un mercato immobiliare italiano ancora in fase di consolidamento. Da un lato emerge una crescita dei volumi e un rafforzamento di alcuni comparti chiave, dall’altro resta evidente una certa prudenza negli investimenti in settori più esposti alle variabili macroeconomiche. La combinazione tra domanda internazionale, selettività degli investitori e differenziazione tra asset class conferma un mercato in evoluzione, dove la ripresa non è uniforme ma si distribuisce in modo selettivo tra i diversi segmenti.