Immobiliare in affanno: compravendite calano ai livelli del 2010

21 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Un mercato in sofferenza quello immobiliare con le compravendite che scendono arrivando a toccare i livelli del 2010 dopo averli superati nel trimestre precedente.
Così l’Istat secondo cui la flessione riguarda soprattutto il Centro, ma interessa anche le regioni settentrionali che tuttavia continuano a superare i valori medi del 2010. Il Mezzogiorno, al contrario, resta sostanzialmente stabile.

Istat: compravendite giù dell’1,7%

Nel dettaglio, afferma l’Istituto nazionale di statistica, nel secondo trimestre 2019 sono 216.483 le convenzioni notarili di compravendita e le altre convenzioni relative ad atti traslativi a titolo oneroso per unità immobiliari. Depurate della componente stagionale, le compravendite diminuiscono dell’1,7% rispetto al trimestre precedente (-1,7% il settore abitativo e -1,4% l’economico).

La flessione per il comparto abitativo riguarda tutte le aree geografiche del Paese, seppure con intensità notevolmente diverse (Centro -3,7%, Nord-est e Nord-ovest -1,5%, Isole -0,8% e Sud -0,2%).

Per il settore economico la flessione riguarda il Centro (-7,4%) e il Nord-est (-4,4%), mentre risultano in crescita le Isole (+5,7%) e il Sud (+3,5%); sostanzialmente stabile il Nord-ovest (+0,3%). Il 94,5% delle convenzioni stipulate riguarda trasferimenti di proprietà di immobili a uso abitativo (204.512), il 5,2% quelle a uso economico (11.272) e lo 0,3% le convenzioni a uso speciale e multiproprietà (699).

Mutui: in calo le convenzioni notarili

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (106.490), dice l’Istat, diminuiscono del 5,9% rispetto al trimestre precedente e del 6,4% su base annua. Il calo si registra su tutto il territorio nazionale, sia su base congiunturale (Centro -8,8%, Isole -6,5, Su
d -5,1%, Nord-ovest e Nord-est entrambe -4,9%) – sia su base annua (Sud -8,1%, Nord-ovest e Isole -6,7%, Centro -5,7% e Nord-est -5,4%). Rispetto alla tipologia dei comuni, la flessione riguarda sia le città metropolitane (-7,4%) che i piccoli centri (-5,6%).