Immobiliare, ancora grandi opportunità in Europa

23 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

Il mercato immobiliare europeo, nonostante si trovi al livelli prezzo costosi non è esposto al rischio di una correzione: è solo una delle conclusioni espresse dallo studio Think Global 2016 dalla TH Real Estate. Secondo la ricerca, infatti, il mattone del Vecchio Continente “potrebbe offrire ancora performance soddisfacenti”.

Fra le prospettive macro “bisogna sottolineare”, oltre ai venti contrari dell’economia globale, “che l’Eurozona è cresciuta dell’1,5% nel 2015, molto più rispetto a quelle che erano le aspettative all’inizio dell’anno, creando le basi perché una situazione simile si verifichi nel 2016”, dice Mike Keogh, direttore associato per la Ricerca e la Strategia presso TH Real Estate. La situazione politica in Europa è fragile, ma l’output di diversi Paesi europei prosegue la sua ripresa senza scossoni, con Regno Unito, Spagna e Svezia come prime della classe. Fra i fattori che potranno incidere positivamente sull’immobiliare europeo TH Real Estate sottolinea il miglioramento delle condizioni di prestito, complice la politica monetaria accomodante di Francoforte, “e il fatto che il real estate ha attratto ricchi flussi d’investimento perché gli investitori” erano a caccia di “rendimento”, “diversificazione” e “sicurezza dei ritorni”. Continuerà ad essere così?
“I rendimenti del settore uffici prime europeo beneficiano di uno spread elevato coi bond sovrani, molto più ampio rispetto a quello registrato fra il 2000 e il 2014”, si legge nell’analisi, ciò costituisce “un’attrattiva relativa dal punto di vista del pricing da una prospettiva globale”. TH Real Estate comunica che sta concentrando i propri investimenti europei nei Paesi con popolazione media più giovane e che potrebbero avere produttività più elevata; in tal senso “lo spostamento del potere economico verso Est è un fattore che gli investitori in Europa dovrebbero tenere presente, in particolar modo per quanto riguarda il settore degli uffici”.