Il sondaggio: “Mario Draghi ha ragione, o meglio tornare alla lira?”

17 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mario Draghi, numero uno della Bce, ha dichiarato che un’eventuale uscita dell’Italia dall’euro riporterebbe lo spread dell’Italia (differenziale di rendimenti bond decennali tra Italia e Germania) a 500 punti, dunque all’apice della crisi dei debiti sovrani.

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La maggioranza delle persone intervistate da Morningstar (PER VIDEO CLICCA QUI è favorevole a rimanere nell’euro.

In risposta alla domanda: “Mario Draghi ha affermato recentemente che un’eventuale uscita dall’euro non risolverebbe i problemi dell’Italia. Sei d’accordo?”: ECCO LE RISPOSTE

“La moneta unica è l’unico percorso da seguire per trovare una unione anche fiscale, oltre che monetaria”, risponde un interpellato.

“Credo che uscire dall’euro in questo momento sia catastrofico per l’Italia e per qualsiasi altro paese dell’Europa. Ormai il dado è tratto”.

“Non sarei entrato, il che è diverso”, risponde un signore alla domanda sul desiderio di uscire dall’euro. “E ora” che siamo entrati? Incalza il giornalista. “Avrei delle perplessità sulle conseguenze, ma d’istinto sarebbe di uscire”.

Mario Draghi “ha detto delle cose giuste, è un dato di fatto. Prima c’era 500 e punti di spread, oggi siamo quasi a zero. E che ci siano voluti 15 anni per pagare quello spread è giusto, nessuno ha fatto mai niente in questi 15 anni, quindi Draghi è una delle persone più serie che ci siano in Italia

“Non è un bene per il popolo”, dice un uomo bulgaro, anche perchè, “con l’euro, costa tutto di più. “Per il momento no”, ha risposto l’uomo alla domanda se secondo lui la Bulgaria dovrebbe entrare a far parte dell’Eurozona.

“Assolutamente pro euro. Per le conseguenze che potrebbe avere una cosa del genere (uscire) – afferma un ragazzo – Siamo in un periodo in cui stiamo ripartendo con la manovra della Bce, quindi mi sembrerebbe proprio il momento sbagliato”.

Un giovane ragazzo lancia un avvertimento: “Penso che il fatto di tornare alla lira, che poi sarebbe svalutata, sia solo una piccola parte di un meccanismo molto più complesso che vedrebbe il potere di acquisto di ogni persona crollare; sì, costeremmo di meno in quanto manodopera e prodotti, ma vivremmo con molto di meno

“Io sono svizzera, noi non siamo con l’euro, e va tutto bene, ma abbiamo anche condizioni diverse dall’Italia. Io non uscirei dall’Euro se fossi l’Italia perchè comunque è una cosa positiva, perchè non credo che sia l’euro il problema fobdamentale”, afferma una ragazza svizzera”.