Il ritorno della crisi: Deutsche Bank come Lehman?

10 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – I titoli Deutsche Bank hanno toccato ieri i minimi assoluti in Borsa, accelerando curiosamente al ribasso subito dopo che il relativamente nuovo Ceo del colosso bancario tedesco ha detto che la banca è “solida come la roccia”. Ora il gruppo e il settore intero in Europa, sopratutto in Italia dove rimane da risolvere completamente il problema delle sofferenze bancarie in portafoglio, hanno paura.

I Cds, i contratti per assicurasi contro un eventuale default, hanno fatto un nuovo balzo. Gli investitori hanno paura di un contagio e 60 mila miliardi di dollari di contratti derivati iscritti nel bilancio dell’istituto tedesco sono preoccupanti in quest’ottica.

È proprio un’analisi della stessa Deutsche Bank a sottolineare come la questione dell’espozione su scala globale sia stata sottovalutata colpevolmente in passato.

“Le banche sono senza dubbio esposte pesantemente in Asia e Medioriente: mentre il 10% di svalutazioni potrebbe essere lo scenario peggiore per la Cina, non lo sarebbe per il resto del mondo nel suo complesso”.

Rumor su piano di acquisto di bond senior

Oggi i titoli di Deutsche Bank, in flessione del -39% da inizio anno, scambiano in rialzo del 14% circa grazie alle ultime notizie. L’istituto di credito sta prendendo in considerazione un piano di acquisto di bond propri (buyback) pluri miliardario, secondo quanto riportato da Bloomberg. Con un piano del genere le banche possono generare un guadagno in conto capitale a un prezzo scontato rispetto al valore di facciata.

Deutsche Bank concentrerà probabilmente il suo piano di emergenza nell’acquisto di bond senior, 50 miliardi di euro dei quali sono in circolazione. L’operazione non dovrebbe invece vedere coinvolti i famigerati bond convertibili contingenti (CoCo) che, insieme ai titoli della banca, sono stati gli asset maggiormente presi di mira dai ribassisti nelle ultime due sedute in particolare.

 

Crisi bancaria reminescente del 2008

Certamente le autorità faranno di tutto per scongiurare il collasso della banca, ‘too big to fail’ nel vero senso del termine. Deutsche Bank è troppo grande e troppo importante dal punto di vista sistemico per essere lasciata fallire come avvenuto per la banca d’affari Lehman Brothers durante la crisi dei mutui subprime.

Per i mercati finanziari internazionali, tramortiti dalle vendite da inizio anno, il terremoto sarebbe di magnitudine immensa e sicuramente anche più distruttivo del crac di Lehman. La Borsa di Milano ha perso il 25% nel 2016.

Nel mondo interconnesso e globalizzato di oggi, se un pezzo del domino del settore bancario crolla, a seguire cadranno tutti gli altri tasselli. I punti di connessione sono talmente numerosi e talmente intrecciati che nessuno è in grado di prevedere con certezza quello che accadrà. E l’incertezza non piace mai ai mercati.

Secondo Jeff Gundlach – e non è il solo – la crisi attuale ricorda la crisi bancaria del 2008. Il gestore del fondo hedge DoubleLine Capital dice che fa paura vedere i titoli finanziari, in particolare in Europa, scambiare a prezzi inferiori a quelli della crisi sopracitata.

Tra questi si possono citare le azioni di colossi come Deutsche Bank e Credit Suisse, che viaggiano sui minimi dai primi degli Anni 90.

“Lo sapete che i titoli di Credit Suisse, un colosso bancario mondiale, sono ai livelli della crisi del 2009? Lo sapete che le azioni Deutsche Bank sono su livelli più bassi del 2009. Qui si parla della potenziale implosione dell’intero sistema bancario mondiale”.

Banche europee nei guai

Fonte principale: Bloomberg