Il prezzo del petrolio potrebbe restare basso per sempre

28 Luglio 2017, di Mariangela Tessa

Dopo tre anni di crisi, i colossi dell’oil sembrano non solo aver imparato a convivere col petrolio a 50 dollari. Ma sembra che abbiano anche perso le speranza che si torni indietro a tre anni fa quando il barile quotava sopra i 100 dollari.

Quell’epoca potrebbe non tornare mai più secondo Ben van Beurden, ceo di Royal Dutch Shell , che ha abbandonato il suo refrain «lower for longer» per sostituirlo con “lower forever”, prezzi più bassi per sempre.

In occasione della trimestrale del gruppo oil, il manager ha detto che la domanda di petrolio arriverà a un picco agli inizi degli anni 2030, forse anche nel decennio precedente se i biocarburanti daranno un contributo importante nei trasporti. E ha annunciato, davanti alle telecamere di Bloomberg Tv, che lui stesso da settembre guiderà un’auto elettrica.

Il pessimismo sul futuro del petrolio non è tuttavia una resa per Shell, che “si sta mettendo in forma”– assicura van Beurden – per prosperare anche col barile a 40 dollari.

In seguito al recente rimbalzo dei prezzi del greggio, Goldman Sachs ha detto oggi  di essere “cautelativamente ottimista” sul fatto che i prezzi possano consolidarsi. Perché questo avvenga è necessario un miglioramento costante della della domanda.  Ricordiamo che solo qualche settimana fa, la banca d’affari ha tagliato la sua stima sul prezzo del WTI 2017 da 55 a 47 dollari,

In mattina il greggio WTI si muove intorno ai 49 dollari al barile, mentre il Brent viaggia sui 51,45 dollari al barile.