Il Pd si inchina ai voleri di Letta, Cancellieri si salva

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – L’Aula della Camera respinge la mozione di sfiducia di M5S nei confronti del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. I voti a favore sono stati 154, 405 i contrari. Tre deputati si sono astenuti.

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha parlato alla Camera dopo l’illustrazione della mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata da M5S. Prima dell’avvio dei lavori il Guardasigilli ha avuto un colloquio con il premier Enrico Letta e con il ministro dei rapporti con il Parlamento Dario Franceschini.

“Nel trasferimento di Giulia Ligresti ai domiciliari – ha detto Cancellieri – non c’è stata nessun inconsueto zelo né un’anomala tempestività, ma un’ordinaria attività di prevenzione che si è sviluppata in maniera autonoma. La mia comunicazione al Dap su Giulia Ligresti è analoga a quelle che io e altri dell’ufficio facciamo quasi quotidianamente sui detenuti, oltre cento negli ultimi mesi. Respingo con assoluta fermezza il sospetto – ha sostenuto – che esista una “giustizia di classe” che distingue fra “cittadini di serie A e B”, fra “ricchi e poveri”. I miei doveri di ministro e la mia coscienza non mi avrebbero consentito di comportarmi in questo caso diversamente da come mi sono comportata” nel caso di Giulia Ligresti. Si è sostenuto che io abbia omesso di riferire circostanze rilevanti al pm di Torino e che avrei taciuto di una terza telefonata. Non vi è stata da parte mia nessuna omissione” davanti al pm.

Non ho mentito – prosegue Cancellieri – né al Parlamento né ai magistrati. E neppure sulla mia amicizia con Antonino Ligresti, che nel processo relativo alla Fonsai non è stato mai indagato e che non ha alcun rapporto di affari” con il fratello Salvatore Ligresti. Non nascondo – ha concluso -di aver avuto difficoltà a comprendere confini e contenuti delle contestazioni che mi vengono mosse, tutto quello che mi viene contestato è smentito dai fatti e dalla magistratura” alla quale ho sempre ribadito piena fiducia”. Cancellieri ricorda che non è mai “mancato il continuo sostegno del Presidente del Consiglio e degli altri colleghi” e ammette di provare “amarezza” perché nella la vicenda Ligresti “è stato toccato il mio onore e quello della mia famiglia”.

Ligresti, dissi esigenza Cancellieri a Cav – ”Mi feci latore”, presso Silvio Berlusconi ”del desiderio dell’allora Prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anzichè cambiare destinazione”. E’ un passaggio del verbale di Salvatore Ligresti interrogato nell’inchiesta milanese su Fonsai. Ligresti ha spiegato che la segnalazione ”ebbe successo”. “In alcune occasioni ho segnalato al presidente” Berlusconi “il mio personale auspicio che si trovasse una sistemazione per Giannini”. Ligresti ha spiegato di avere “una particolare consuetudine” con l’ex premier.

“Non si tratta di problema giudiziario o procedurale – dice Tancredi Turco del M5S illustrando la mozione di sfiducia – il nodo è politico e verte sul concetto di giustizia, che deve essere uguale per tutti: ricchi e poveri, amici di famiglia e sconosciuti. Lei non può promettere un impegno personale ad amici suoi nè di dire così non è giusto andando ad inficiare l’operato di magistrati”.

Ieri, dopo aver valutato ogni strada, anche la richiesta di un passo indietro al ministro Annamaria Cancellieri, alla fine il premier Enrico Letta ha deciso di blindare il Guardasigilli: ”Sarò molto breve – ha detto ieri sera – il voto di sfiducia è una sfiducia al governo”, è stato l’appello al senso di responsabilità che il premier fa all’assemblea del Pd, alla quale partecipa per scongiurare una conta tra i dem nata tra spinte congressuali e malumori verso la condotta del ministro.

La scelta di Letta è sbagliata. L’ho detto ieri sera al gruppo. Io mantengo le posizioni che ho sempre avuto e mi dispiace che il PD non abbia raccolto quello che avevo proposto di sostenere una posizione politica che avrebbe comportato le dimissioni del ministro ancora prima di arrivare in aula”. Lo afferma Pippo Civati, candidato alla segreteria del Pd. “E’ stato Gianni Cuperlo in un intervento molto duro a ricordare che la politica sopraffà la morale. Con un po’ di sarcasmo salutavo il fatto che uno dei candidati alla segreteria del PD ci ha spiegato tra gli applausi scroscianti della parte che in lui si riconosce nel gruppo che bisognava salvare la Cancellieri”, conclude.

“Cancellieri avrebbe dovuto dimettersi ed evitare di arrivare alla conta in aula. Fratelli d’ItaIia voterà a favore della mozione di sfiducia”: è quanto scrive su Twitter il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

La decisione di Letta di ”metterci la faccia” soddisfa Matteo Renzi, in ogni caso convinto che Cancellieri dovrebbe dimettersi prima del voto di domani anche ”senza un avviso di garanzia” perchè ormai prima di ”autorevolezza” e quindi causa di un indebolimento del governo. Dura poco più di un’ora l’assemblea con cui il premier, insieme al ministro Dario Franceschini, scongiura un cortocircuito dentro il Pd che poteva essere letale per il governo. Senza giri di parole, con un intervento ”intenzionalmente asciutto e privo di retorica”, Letta mette sul piatto la responsabilità verso il governo. ”So che la pensiamo diversamente – riconosce – ma vi chiedo un atto di responsabilità come comunità, l’unità del Pd è l’unico punto di tenuta del sistema politico italiano”. (ANSA)