Il Parlamento si lancia. Che succederà?

25 Marzo 2018, di Francesco Melillo

Eletti i Presidenti delle camere del Parlamento italiano senza intoppi di rilievo.

Adesso c’è da confrontarsi sui programmi e soprattutto con la realtà, messa da parte nei mesi di campagna elettorale.

Il debito pubblico non si è visto affatto nei programmi, i mercati invece chiedono lumi.

Inizia Salvini a dare le carte di questa seconda mano:

«Via legge Fornero e spesometro, giù tasse e accise, taglio degli sprechi e spese inutili, riforma della scuola e della giustizia, legittima difesa, revisione dei trattati europei, rilancio dell’agricoltura e della pesca italiane, Ministero per i disabili, pace fiscale fra cittadini ed Equitalia, autonomia e federalismo, espulsione dei clandestini e controllo dei confini. Noi siamo pronti, voi ci siete?».

Il tutto proprio nei giorni dei dazi di Trump che minacciano i mercati finanziari e che vedono crolli notevoli.

Si potrebbe approfittare della confusione per proporsi come luce sui mercati, come ha fatto Milano venerdì limitando i danni. Oppure accodarsi alla caduta, ma i costi sarebbero elevati anche in futuro. Meglio la prima opzione.

Salvini non ha reclamato nulla per la Lega, ma è ovvio che l’ambizione è la Presidenza del Consiglio del nuovo governo. Sembra che accordi non ce ne siano stati, sarebbe corretto un appoggio del Movimento 5 Stelle a Salvini. Ma se l’appoggio debba comprendere anche Forza Italia? Questo complicherebbe lo scenario per il Movimento 5 Stelle, accordo difficile da giustificare all’elettorato.

Probabilmente questa strada presenterà molte insidie. Forse converrà a tutti fare la corte a quel che resta del PD. A meno di non voler correre subito alle urne.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili sul blog dell’autore: BuyMarket – Finanza.

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