Il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini

12 Luglio 2018, di Simone Rubessi

Il debito pubblico è la ricchezza dei cittadini

Con il titolo che ho scritto magari molti arricceranno il naso ma è così. Mi spiego meglio, nell’immaginario comune il debito pubblico è visto come quel mostro da abbattere o da azzerare. Queste favole sono messe in testa ai meno informati per fargli andare giù le riforme restrittive che la politica attua a danno dei cittadini e fatte passare come una cosa necessaria.

Questo pseudo-mostro in realtà in uno stato è necessario che ci sia, poichè il debito che uno stato crea lo tramuta in servizi e surplus per i cittadini attraverso la spesa pubblica.

Se la sovranità monetaria è in capo allo stato questo è molto lineare e comprensibile. Quando diventa un problema il debito pubblico? Lo diventa quando la sovranità monetaria viene ceduta, a quel punto sul proprio debito pubblico uno stato deve pagare interessi, dato che il debito non è più suo, quindi ci deve pagare gli interessi. Talvolta non solo viene ceduto il debito ma vengono firmati trattati in cui bisogna mantenere un rapporto deficit pil basso, in questo caso il problema si ingrandisce. Si ingrandisce perchè non solo lo stato cedente il debito dovrebbe pagare per immettere liquidità nell’economia, ma non potrebbe nemmeno immetterne in quantità sufficiente liquidità sul mercato per far ripartire l’economia. Il tutto per non sforare il rapporto deficit pil precedentemente enunciato.

Chi asserisce altro non è che una persona che si è bevuto quello che i telegiornali dicono per giustificare le scempiaggini della nostra politica.

Il debito visto come precedentemente spiegato è ovvio per chiunque sà leggere un bilancio in cui un debito da una parte genera passività (debito pubblico), dall’altra genera un’attività (benessere dei cittadini).

Impoverire i cittadini cercando disperatamente di pagare gli interessi del debito sempre maggiori senza poter attuare politiche espansive è un suicidio lento che prima o poi ……

Vi basta considerare che nel 1980 il risparmio dei cittadini era il 25% del reddito mentre ad oggi si aggira intorno al 2% con tutte le conseguenze che ne sono derivate.

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Analisi lungo periodo Atlantia

Quest’oggi presenterò un’analisi ciclica utilizzando i nostri indicatori ciclici, nell’immagine sottostante potete osservare l’indicatore di ciclo Biennale, il quale presentando la velocità molto sotto l’asse dello zero indica essere nella sua fase di ribasso.  

In quest’altra immagine analizziamo i canali Annuali che una volta toccati il ciclo inverte, ovviamente in corrispondenza del massimo Biennale abbiamo osservato anche il massimo del ciclo Annuale (cerchio nero in figura).

Quando inverte un ciclo inevitabilmente invertono anche tutti i suoi cicli inferiori.

La velocità del ciclo inferiore (Intermestrale è prossima all’asse dello zero) quindi dovrebbe partire un ciclo Intermestrale fortemente ribassista.

Quale sarà il target di tale ciclo ?

Il target d’arrivo è ovviamente la media mobile del ciclo superiore evidenziata dal cerchio in figura.

Medio periodo FTSEMIB

Dopo qualche giorno di distribuzione sul ciclo T+1 il ciclo ha ….OMISSIS…

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