Francia, Consiglio di Stato “riabilita” il burkini

26 Agosto 2016, di Alberto Battaglia

Molto probabilmente la Francia non rivedrà di nuovo le scene divenute virali sui social nei giorni scorsi, ritraenti la polizia impegnata a multare il burkini indossato da una donna sulla spiaggia di Nizza.

Il costume da bagno islamico al centro delle polemiche, dopo essere stato vietato da alcuni comuni della costa mediterranea francese, è stato riabilitato dal Consiglio di Stato, il vertice della giustizia amministrativa.

I giudici, infatti, hanno annullato le delibere che i vari comuni avevano disposto. Tali comuni avevano reputato il divieto del burkini “necessario, appropriato e proporzionato” in quanto “percepito come una sfida o una provocazione in grado di esacerbare la tensione” e perché “manifesta in modo chiaro l’aderenza a una religione in un momento in cui la Francia e i luoghi di culto sono obiettivi di attacchi terroristici”.

A fare ricorso contro la decisione del tribunale amministrativo di primo grado di Villeneuve-Loubet, vicino Nizza, era stata la Lega per i diritti Umani, che aveva giudicato i divieti un “illecito attacco contro diversi diritti fondamentali”.

Oltre all’episodio le cui fotografie hanno fatto il giro del web la France press ha raccolto la storia di un’altra donna, multata sulla spiaggia di Cannes perché indossava leggins e tunica: “Ero sulla spiaggia con la mia famiglia. Non avevo intenzione di fare il bagno”, dice la 34enne.

Mentre veniva multata, ha riferito una testimone, Mathilde Cousin, “la gente urlava ‘torna a casa’, alcuni hanno applaudito la polizia”. Il burkini, stante questo precedente del Consiglio di Stato, difficilmente incorrerà in nuovi divieti. Ma la tensione, dopo i ripetuti attentati come quello avvenuto proprio a Nizza lo scorso 14 luglio, non si potrà moderare per decreto.