Economia

Il calendario delle emissioni dei titoli di stato 2026

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il calendario 2026 del Debito Pubblico, uno strumento centrale per investitori e operatori di mercato. Il documento indica in modo dettagliato le date delle aste del nuovo anno, le tempistiche di regolamento delle operazioni e i giorni dedicati alle comunicazioni ufficiali con cui il Tesoro annuncerà, di volta in volta, i titoli offerti.

La pubblicazione del calendario è accompagnata anche dalle Linee guida per la gestione del Debito Pubblico 2026, il documento programmatico che illustra le strategie di emissione e gestione previste per il prossimo anno. Un quadro che arriva dopo un 2025 giudicato positivamente dal Dipartimento del Tesoro, sia in termini di performance del debito sovrano sia per quanto riguarda la diversificazione della base degli investitori.

Titoli di Stato: un 2025 chiuso con risultati solidi

Nel messaggio agli investitori che accompagna la diffusione dei documenti, il Direttore del Debito Pubblico, Davide Iacovoni, sottolinea come il 2025 si sia concluso con risultati incoraggianti, nonostante un contesto geopolitico ed economico internazionale in continua evoluzione. Un andamento che ha beneficiato anche del miglioramento della finanza pubblica, in linea con il piano fiscale strutturale di medio termine avviato nel 2024.

Nel corso del 2025 il Tesoro ha emesso titoli a medio-lungo termine per circa 380 miliardi di euro, mentre le emissioni di BOT si sono attestate poco sotto i 170 miliardi di euro. Nello stesso periodo sono state effettuate operazioni di buyback per un ammontare complessivo di 32 miliardi di euro, a conferma di una gestione attiva del profilo del debito.

Dal punto di vista dei costi, il tasso medio annuo all’emissione a fine 2025 è sceso al 2,75%, in netto miglioramento rispetto al 3,40% del 2024, coerentemente con lo scenario globale dei tassi di interesse. La vita media del debito si è attestata a 6,92 anni, in lieve calo rispetto ai 7 anni dell’anno precedente. Considerando anche i finanziamenti europei SURE e NGEU, la durata media sale a 7,33 anni, sostanzialmente in linea con il dato di fine 2024.

Le previsioni di emissione per il 2026

Guardando al 2026, il fabbisogno di emissioni sarà determinato principalmente da due fattori: le scadenze dei titoli in circolazione, che al netto dei BOT ammontano a circa 256 miliardi di euro, e il nuovo fabbisogno del settore statale, stimato intorno ai 125 miliardi di euro sulla base dei documenti di finanza pubblica e del Documento Programmatico di Bilancio 2026.

Tenendo conto anche dei prestiti europei previsti per il 2026 – di cui circa 23 miliardi legati al programma NGEU – e della gestione della liquidità di cassa, il Tesoro prevede emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine comprese tra 350 e 365 miliardi di euro. Questa stima non include eventuali emissioni aggiuntive che potrebbero essere effettuate per operazioni di buyback.

Il programma del primo trimestre 2026

Nel dettaglio, per il primo trimestre del 2026 è prevista l’emissione di nuovi titoli con i seguenti importi minimi di circolante:

  • BTP Short Term con scadenza 28 febbraio 2028, per almeno 9 miliardi di euro;
  • BTP 3 anni con scadenza 15 marzo 2029, per almeno 9 miliardi;
  • BTP 5 anni con scadenza 1° giugno 2031, per almeno 10 miliardi;
  • BTP 7 anni con scadenza 15 marzo 2033, per almeno 10 miliardi di euro.

Nel corso del trimestre, il Tesoro potrà inoltre valutare l’emissione di ulteriori nuovi titoli, in funzione delle condizioni dei mercati finanziari.

Accanto alle nuove emissioni, sono previste anche riaperture di titoli già in corso di emissione, tra cui BTP con scadenza 2029, 2031 e 2036, con cedole comprese tra il 2,35% e il 3,45%. Il MEF si riserva inoltre la possibilità di offrire tranche aggiuntive di titoli a più lunga scadenza, CCTeu e titoli indicizzati all’inflazione, per garantire efficienza e liquidità al mercato secondario.

Per tutte le aste di titoli a medio e lungo termine, il Tesoro continuerà a utilizzare la procedura d’asta marginale, con determinazione discrezionale del prezzo di aggiudicazione e della quantità emessa, nel segno di una gestione prudente, trasparente e orientata al dialogo costante con il mercato.