Idrogeno al centro della strategia verde dell’Ue, i piani di Bruxelles

15 Febbraio 2021, di Mariangela Tessa

Nelle ultime settimane, i titoli azionari legati all’idrogeno sono andati letteralmente a ruba. Se che tra gli esperti c’è avanza l’ipotesi di possibile bolla, il settore resta al centro delle politiche europee per arrivare a un’Europa climaticamente neutrale nel 2050.

Sviluppare un’economia dell’idrogeno pulito, o idrogeno verde, è infatti parte centrale del piano europeo per decarbonizzare il mix energetico dell’Unione europea.
L’obiettivo della Ue è arrivare a farlo crescere fino al 13-14 per cento del mix energetico complessivo del Vecchio Continente entro il 2050 (oggi rappresenta meno del 2%  contro il 90% rappresentato da prodotto da fonti fossili, che dunque producono emissioni).

Tuttavia la strada, per quanto auspicabile, appare lunga e piena di ostacoli. Questo perché al momento infatti la produzione richiede una grande quantità di energia con costi elevati e ancora non consente la produzione su larga scala.

Tutto questo, mentre, a livello industriale, cresce l’interesse verso l’idrogeno soprattuto da parte  del settore auto. Lo dimostra il caso di Toyota, che punta forte sulle celle a combustibile per favorire una società a zero emissioni.

Idrogeno, il piano a tre step di Bruxelles

Di fronte alle difficoltà di raggiungere  questo ha previsto che “nel breve e medio termine” l’idrogeno a base fossile a basse emissioni di carbonio possa fare da ponte per quello verde. Anche considerato che non ci sono le premesse per eliminarlo su breve periodo, l’idrogeno 100% rinnovabile costa tre volte tanto quello a basse emissioni di carbonio.

La tabella di marcia stabilita da Bruxelles prevede tre fasi:

la prima (2020-2024) per decarbonizzare l’attuale produzione di idrogeno,
la seconda (2025-2030) in cui l’idrogeno verde diventerà parte essenziale del sistema energetico integrato europeo,
la terza, dal 2031 al 2050, nella quale le tecnologie per questo combustibile verde dovrebbero essere mature per uno sviluppo su larga scala, contribuendo alla decarbonizzazione entro il 2050.

Concetto ribadito di recente dal numero uno della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che, partecipando a un evento dell’Hydrogen Council ha spiegato che l’idrogeno low-carbon “può essere parte della transizione, ma solo l’idrogeno verde ci condurrà alla neutralità climatica.”