Economia

I vincitori del Superenalotto? Ricchi a tempo determinato. In due anni tornano poveri

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Il jackpot del Superenalotto ha sfondato 200 milioni. Una cifra da capogiro mai toccata prima. Ma cosa succede ai fortunati che vincono al gioco? L’87% – come riporta il Sole 24 Ore citando alcuni studi, tra cui quello di metanalisi di Jordan Ballor – torna ad essere povero nel giro di due anni. Il motivo? Le persone perdono completamente il controllo quando ricevono grandi somme inattese. E nella maggior parte dei casi finiscono per dilapidare la fortuna in tempi record.

Tale ipotesi – si legge sul quotidiano economico –  trova sostegno anche nelle ricerche del premio Nobel, Richard Thaler ha elaborato un concetto di “Mental accounting”, in base al quale di fronte a denaro ottenuto senza fatica, il nostro cervello sarà più disposto a renderlo disponibile ad alto rischio. Un atteggiamento di questo genere determinerà investimenti poco diversificati con la conseguenza di ingenti e rapide perdite nel vincitore.

C’è poi un’altra teoria altrettanto interessante. Quella dell’“ottimismo irrealistico”, elaborata da Daniel Kahnemann, premio Nobel che ha studiato cervello e comportamenti finanziari. In base a questa teoria – riporta il Sole 24 Ore – i vincitori pensano che essendo stati fortunati in passato lo saranno anche in futuro. Questo spingerà i vincitori a spese enormi nell’illusione che andrà sempre bene.

Un ruolo fondamentale è infine giocato anche dal senso di colpa. In pratica, chi ha sempre vissuto in situazioni finanziariamente difficili sviluppa un senso di colpa legato al possesso del denaro, come se chi lo avesse fosse una persona  priva di senso morale. Ne deriva che chi vince, per lenire il senso di colpa di essere diventati ricchi, e quindi “inconsapevolmente riprovevoli”, aiut tutti senza alcun freno”. Per chi vuole consolarsi, nessuna invidia dunque per il fortunato che  intascherà il jackpot da 200 milioni. La sua ricchezza rischia di essere a tempo determinato.