I quattro pilastri dello smart working

30 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

Secondo Deloitte perché lo smart working di lavoro sia efficace occorre investire per riprogettare l’intera attività dell’azienda

La tragedia provocata dal Covid-19 ha colpito milioni di persone in tutto il mondo. Gli effetti della pandemia sono arrivati all’economia e stanno cambiando nel profondo l’organizzazione delle aziende.
Ma quali saranno davvero gli impatti sulle imprese e quali i modelli operativi da adottare nel futuro? Le risposte sono difficili da definire, anche perché la situazione è ancora in evoluzione.
Come prima cosa va rilevato che né le attività, né i modelli operativi di molte aziende erano pronti ad affrontare l’inaspettata disruption provocata dal coronavirus.

Di sicuro, un primo aspetto emerso riguarda la massiccia adozione dello smart working. Deloitte Italia ha adottato questa modalità di lavoro già nella primissima fase della crisi. Questo ha permesso di ottenere una prospettiva tutta italiana sulla materia.

Da questa importante esperienza Deloitte Italia ha ricavato un nuovo approccio per le aziende che è basato su quattro pilastri base da mettere nel focus: il Posto di lavoro, la Forza lavoro, i Sistemi IT e i Processi. “Se opportunamente rivisti, permettono di proseguire nell’attività aziendale in maniera più efficace” spiega Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte, responsabile FinTech.

Occorre agire in fretta

Perché si possa tornare alla normalità ci vorrà del tempo ancora. Almeno 18 mesi, se prima non sarà scoperta la cura anti Covid-19. Altri stop e blocchi potrebbero essere all’orizzonte.

La Cina ha già programmato un altro blocco in ottobre, non appena tornerà il freddo. Questo margine di tempo, permetterà alle aziende di far tesoro dell’esperienza passata e di rivedere i propri modelli di business e le proprie attività operative in modo da riuscire a essere preparate per il futuro.

“Per affrontare le questioni chiave è tuttavia necessario coinvolgere i dipartimenti di molte aree, dai sistemi informativi, fino alle risorse umane e agli uffici legali – spiega Paolo Gianturco -. Occorrerà poi un focus particolare sul business, in modo da gestire al meglio le esigenze della clientela”. Nei prossimi mesi sarà fondamentale la giusta attenzione sui quattro pilastri individuati da Deloitte Italia.

Il primo è dato dal Posto di lavoro: la pandemia ha spinto le aziende a considerare forme alternative ai luoghi di lavoro tradizionali. Strumenti innovativi hanno portato all’utilizzo delle postazioni virtuali di lavoro.
In molti casi questa novità ha dimostrato di garantire gli stessi livelli di produttività, a costi più contenuti. “Tra i suggerimenti relativi a questo primo punto, c’è quello che riguarda la sicurezza dei dati – afferma Paolo Gianturco –.
È necessario che le aziende siano attente agli spazi di lavoro, che dovranno garantire la stessa sicurezza degli uffici tradizionali”.

Il secondo pilastro riguarda la Forza lavoro nel nuovo contesto di lavoro da remoto. “Come prima cosa, le aziende devono sviluppare nuove vie per mantenere alto l’impegno e la motivazione del personale, creando un forte senso di appartenenza e di identità aziendale – dice l’esperto – anche quando non si riesce a organizzare relazioni faccia a faccia”.
Tra i suggerimenti c’è quello di adoperarsi per realizzare una squadra di lavoro virtuale che sia motivata e produttiva. Questo grazie a un approccio inclusivo (per esempio con caffè quotidiani virtuali o web happy hour).

Il terzo pilastro è costituito dai Sistemi IT. “Qui è fondamentale la sicurezza nell’accesso anche alle risorse aziendali” dice Paolo Gianturco. Per l’esperto, occorre fare in modo che i necessari livelli di sicurezza siano mantenuti invariati. Una possibile soluzione è quella della ‘sicurezza a fiducia zero’, in cui l’accesso alle applicazioni aziendali, anche legacy, avviene attraverso un gateway sicuro, basato sul web, che segue i principi di least-privilege, con il supporto per l’autenticazione multi-factor (MFA) e i controlli di sicurezza dei dispositivi.

Infine, i Processi rappresentano il quarto e ultimo pilastro da considerare. Per l’esperto, vanno migliorati attraverso la digitalizzazione. Non è più solo una questione di efficienza e di riduzione dei costi ma è l’unica soluzione per garantire un funzionamento continuo sia durante sia dopo una crisi.
Per esempio, le aziende dovrebbero investire in servizi di AI come la PNL che permette alle applicazioni di leggere la documentazione tecnica e di interpretarla, aumentando la capacità umana di elaborare meglio e più rapidamente documenti lunghi.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno del magazine Wall Street Italia