Economia

I family office spingono sull’innovazione

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di James Shaw (Withers Tech) e Roberta Crivellaro (Withers Studio Legale)

I family office di tutto il mondo sono diventati sempre più attivi e sofisticati nei propri investimenti. Le spinte verso l’innovazione sono molteplici e in continua evoluzione, in linea con una realtà volatile, incerta, e complessa.

Anche per i family office,  due trend sembrano essere potenti e fatti per restare: la strategia sostenibile e purpose driven, e l’impatto travolgente di Tech e New Economy.

L’era della strategia sostenibile (purpose driven)

L’aumento della popolarità degli investimenti in capitale di rischio a metà degli anni ’80 ha portato alla creazione di strutture di investimento molto competitive nel breve termine ed efficienti dal punto di vista fiscale.

Oggi però, il focus sul ritorno immediato dell’investimento è superato da una nuova visione del capitale di rischio, vissuto come uno strumento per raggiungere obbiettivi più ampi e durevoli. Le strategie dei family office, anche in Italia, vedono infatti aumentare gli investimenti “sostenibili” che, anche grazie all’ingresso delle nuove generazioni, sono percepiti come uno strumento per affermare i valori, ma anche l’identità della famiglia, attraverso le proprie passioni.

Un buon esempio di fondo focalizzato sulla sostenibilità è l’Environmental Technologies Fund del Regno Unito, che aiuta le giovani aziende europee a portare la sostenibilità attraverso l’innovazione.

Secondo una ricerca di BlackRock del 2022, l’80% dei family office sta già valutando investimenti sostenibili e le nuove generazioni che stanno entrando nelle posizioni chiave accelerano questo trend, percependo,  non più come limitante la visione di medio lungo termine, ma anzi, come strumento di affermazione dei propri valori.

Come osservazione generale, più ci si avvicina alla fonte del capitale di investimento, più è rilevante la condivisione dei valori e l’importanza del purpose, dello scopo di investimento, ed è lì che il family office può fare davvero la differenza, con investimenti diretti stand-alone o con co-investimenti.

Pensiamo ad esempio a fondi come Sweet Capital – un fondo early-stage, costruito dai fondatori della società di gaming King.com (Candy Crush), che seleziona e supporta i fondatori più innovativi del settore consumer mobile.

La decisione di investire direttamente come leader e co-investor in un fondo focalizzato come l’Environmental Technologies Fund, può dipendere dall’infrastruttura interna del family office e dal fatto che abbia le competenze per reperire, analizzare e fare investimenti diretti.

Detto questo, sia che un family office scelga di investire direttamente o attraverso un fondo finalizzato, riteniamo che questa forma di investimento abbia il potenziale per sbloccare una rapida crescita in questo settore e guidare il cambiamento.

I family office sono spesso più agili nel processo decisionale, con strategie di investimento che si trovano più vicino al cuore dei fondatori e dei loro familiari e, sempre più spesso, i family office evolvono, e dalla fase di creazione e conservazione della ricchezza, passano a selezionare, anche in funzione dell’impegno sociale, i propri investimenti.

“Stiamo emergendo da un decennio dell’interesse particolare e stiamo entrando nel decennio dello purpose, come osservato da Stephane Kurgan, ex coo di King.com, che è recentemente entrato a far parte di Index Ventures come venture partner.

Impact innovation

Secondo il report del Global Index Investing Network, i prossimi anni vedranno uno dei maggiori trasferimenti di ricchezza dai boomer alle nuove generazioni.

Ai nuovi decisori della ricchezza intergenerazionale, si sommano i nuovi super-ricchi che nascono soprattutto dal mondo tecnologico e dell’innovazione.

Secondo Wealth-x, nel 2020 670 individui sono diventati miliardari e, tra loro vi è una alta percentuale di imprenditori interessati alla tecnologia, conseguenza anche del fatto che più della metà dei più ricchi nel 2020, ha creato la propria fortuna grazie a essa.

Il rinnovamento generazionale e il supporto di consulenti esterni con competenze verticali, ha permesso una maggiore diversificazione degli investimenti, dettata anche dal momento di grande incertezza e cambiamento che stiamo vivendo.

Secondo la recente analisi di Politecnico di Milano e Università di Bolzano, cui ha partecipato anche Withers come partner, tra il 2015 e il 2020, il 90,3% dei family office italiani ha perseguito investimenti di private equity e venture capital, con investimenti principalmente “diretti” (stand-alone, club deal, co-investimento).

La ricerca ha inoltre realizzato un’analisi combinata dei dati di Pitchbook, Crunchbase e Zephys, secondo la quale i family office europei stanno accelerando negli investimenti diretti.   .

Tra il 2018 e il 2020 i family office hanno raddoppiato i capitali investiti in round di finanziamento di venture capital, con una particolare focus su early e late stage.

Il 10% dei family office europei più attivi ha partecipato al 60% dei round di finanziamento totali in venture capital, con imprese target localizzate nei paesi con ecosistemi di innovazione più sviluppati: Germania, Regno Unito e Francia, ma anche Svezia, Italia e Svizzera. Questa ultime, seguono in classifica gli Stati Uniti, segno che i family office europei sono giù nel network dei venture capital globali.

In settori come il life science, stiamo assistendo a un cambiamento nel modo in cui l’innovazione viene ora accolta e sostenuta. I family office – soprattutto quando la famiglia di riferimento è in qualche modo connessa, per avvenimenti personali, predisposizione genetica o per vicinanza, a specifiche problematiche di salute – o grandi enti benefici sono spesso fortemente focalizzati sul life science: sono infatti identificate, con sempre maggiore frequenza, malattie e problematiche di salute, considerate non abbastanza attraenti per gli investimenti in capitale di rischio. Ciò ha portato a un aumento del numero di progetti sostenuti sulla base di fattori quali l’opportunità di migliorare la vita e/o aiutare la società, piuttosto che la loro probabilità di restituire capitali rilevanti.

Incertezza e complessità: il ruolo dei family business

Nello studio delle dinamiche antropologiche, il caos è insito nel tessuto stesso della nostra esistenza: della società è forse l’unica certezza. La pandemia, la guerra, la crisi energetica, la crisi climatica, la controspinta dell’inflazione. Come sempre, troveremo una strada, o meglio più strade per emergere ed è proprio qui che possiamo guardare agli imprenditori che, anche nei momenti più bui, non si fanno prendere dal panico e agiscono trovando soluzioni.

Basti pensare all’ultima crisi finanziaria globale del 2008-2013, quando molti grandi nomi del mondo bancario globale sono improvvisamente scomparsi, migliaia di persone hanno perso il lavoro e la casa, e molte economie precedentemente fiorenti sono andate in caduta libera. Le prospettive erano cupe.

Ma proprio allora è arrivata la rivoluzione fintech, che ha iniziato ad evolvere proprio dalla disruption del mondo finanziario.

È ragionevole quindi immaginare che le crisi di questi ultimi anni avranno un impatto simile, se non maggiore, in molti altri settori. Tuttavia, una differenza fondamentale tra il 2008 e oggi, è che qualsiasi innovazione avrà più probabilità di successo se conterrà elementi di sostenibilità.

Siamo a un punto di svolta: l’innovazione tecnologica con impatto e sostenibilità al centro si sta muovendo a ritmo sostenuto e ha bisogno di accedere a capitali e fonti di finanziamento che siano in grado di evolvere alla stessa velocità – e quando ciò accadrà davvero inizieremo a vedere un enorme cambiamento anche nella velocità in cui viene accolta l’impact innovation. Siamo convinti che i family office (e i founders’ funds) non potranno che essere i protagonisti di questa sfida.