Economia

Hyperloop: Webuild, Leonardo e HyperloopTT vincono la gara per progettarlo in Veneto

L’Italia lancia ufficialmente la sfida a Elon Musk nello sviluppo della tecnologia Hyperloop, cioè “treni supersonici” i cui vagoni sono capsule che viaggiano sospese in tunnel a bassa pressione che limitano attrito e consumi moltiplicando la velocità, fino ad avvicinarsi a quella del suono (1.200 km all’ora).

A compiere i primi passi concreti verso l’adozione di questa nuova tecnologia di trasporto è la Regione Veneto, che accelera nel percorso di studio e progettazione per la tecnologia HyperTransfer. La gara per la realizzazione dello studio di fattibilità del sistema di trasporto ultraveloce, indetta da Concessioni Autostradali Venete, è stata assegnata al consorzio formato da Webuild, Leonardo insieme a HyperloopTT, co-fondata da Gabriele Gresta, detto Bibop. Una nota della Regione Veneto spiega che: “è un progetto che getterà le basi in vista delle successive fasi della sperimentazione, che prenderà in analisi una prima tratta sperimentale tra Padova est e il Porto di Venezia. La sfida dell’HyperTransfer è quella di movimentare le merci con grande velocità riducendo molto le emissioni inquinanti ed il traffico nelle nostre strade”.

Se le verifiche di legge sui requisiti del consorzio aggiudicatario avranno esito positivo, si procederà con la stipula formale del contratto tra Webuild, Leonardo, e il partner tecnologico HyperloopTT, con Concessioni Autostradali Venete. A quel punto potrà iniziare l’effettivo studio di fattibilità dell’opera, per cui il costo stimato è di circa 4 milioni di euro.
Se l’analisi darà risultati soddisfacenti, le parti coinvolte stanzieranno nuovi fondi utili a realizzare un prototipo per poi valutare le possibilità di adottare la tecnologia sulla rete ferroviaria regionale e nazionale. Hyperloop potrebbe infatti sia sovrapporsi sia affiancarsi alle infrastrutture esistenti.

Bibop Gresta ha confermato quanto già anticipato a Wall Street Italia durante il Leadership Forum 2022: “contiamo di avere pronto un prototipo, non dico funzionante ma almeno da far vedere, e i cantieri aperti per le Olimpiadi 2026”. Avendo inoltre come termine il 2028 per avere i treni supersonici “operativi e certificati”, abilitati per passeggeri e merci.

Ma in cosa consiste la tecnologia di Hyperloop?

La tecnologia di Hyperloop

La tecnologia dietro a questo mezzo si basa sul vactrain, combinazione da “vacuum train” che letteralmente significa “treno sottovuoto”, un’evoluzione della già diffusa soluzione MagLev (treno a levitazione magnetica), che collega la città di Shanghai con il suo aeroporto internazionale.

La capsula, all’interno della quale potranno essere ospitate persone piuttosto che merci, viaggia all’interno di un tunnel in cui è riprodotto un vuoto d’aria permanente che neutralizza la resistenza aerodinamica e permette quindi al veicolo di muoversi. È allo studio di HyperloopTT anche l’utilizzo di magneti permanenti per la levitazione delle capsule.

L’unico aspetto controverso di questo mezzo di trasporto futuristico è il costo: a seconda delle tratte, il costo di Hyperloop varia da 25/30 a 50 milioni al chilometro. Circa la metà se confrontato con l’alta velocità italiana ma il doppio se confrontato con la TAV nel resto del mondo (Spagna, Germania, Francia e Giappone ad esempio). Non va però dimenticato che la sua alimentazione è al 100% con energie rinnovabili e che permetterebbe di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza: ad esempio, lo spostamento da Los Angeles a San Francisco, che oggi richiede circa sei ore in auto, potrebbe essere completato in soli 30 minuti. Se guardiamo all’Italia, Hyperloop permetterebbe di ridurre il tempo di viaggio tra Perugia e Roma da circa tre ore di auto in circa 20 minuti.